venerdì 22 maggio 2015

Vacanze, voli e orologi accusa bis a Formigoni “I regali erano tangenti”

Vacanze, voli e orologi accusa bis a Formigoni “I regali erano tangenti” (SANDRO DE RICCARDIS E EMILIO RANDACIO)

I punti

I pm: corruzione per forniture sanitarie, Guarischi era il mediatore “Il governatore accettò la promessa di 900 mila euro, poi ridotti”.

MILANO – Finito in carcere Pierangelo Daccò, ci ha pensato Massimo Guarischi a coprire le spese quotidiane e gli svaghi dell’attuale senatore dell’Ncd Roberto Formigoni. «Pranzi e cene in ristoranti», vacanze in Sud Africa o in barca nel mare croato, aerei privati e spostamenti in elicottero, magari per raggiungere Saint Moritz, come avvenuto nel dicembre 2011 (8030 euro il costo del volo).
L’ex governatore della Lombardia sembra aver avuto una vera e propria allergia al portafogli. Perché prima grazie a Daccò — detenuto dal novembre 2011 per il crac del San Raffaele e a processo insieme a Formigoni per corruzione per la Fondazione Maugeri — era abituato a farsi pagare ogni cosa. Arrestato Daccò, ecco entrare in scena Guarischi.
In cambio del suo “disturbo”, la giunta confezionava delibere e stanziava finanziamenti per garantire trattamenti privilegiati ai clienti del faccendiere: una multinazionale delle attrezzature ospedaliere.
Di questo si sono convinti i magistrati milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, che ieri hanno notificato all’ex governatore della Lombardia un avviso di conclusione indagini per corruzione aggravata. Insieme a Formigoni, sono indagati l’ex assessore leghista alla Sanità Luciano Bresciani (tentato abuso d’ufficio), l’ex sottosegretario alla presidenza della Regione Paolo Alli (per lui, oggi deputo dell’Ncd, l’accusa di corruzione e turbativa d’asta si riduce al tentato abuso). Ma ci sono anche l’ex direttore generale della Salute, Carlo Lucchina (tentato abuso), l’ex direttore generale dell’Asl di Cremona, Simona Mariani (corruzione) e Giuseppe Lo Presti, gestore della Hermex Italia, «distributrice dell’apparecchiatura diagnostica Vero», che viene indicato come il corruttore. Il tramite tra Formigoni e Lo Presti era proprio l’ex assessore forzista Guarischi, per gli stessi fatti già condannato in novembre a 5 anni. Lo schema scoperchiato è simile al caso Maugeri. Dalla Fondazione pavese, Pierangelo Daccò e Antonio Simone avrebbero ottenuto “utilità” per 60 milioni per mantenere i finanziamenti regionali. E una buona fetta di questo denaro sarebbe arrivato nelle mani dell’ex governatore, attraverso vacanze, finanziamenti elettorali, cene. Finiti in carcere Daccò e Simone — si scopre ora — Formigoni avrebbe continuato a mantenere il solito stile di vita, senza attingere allo stipendio da governatore. Guarischi sarebbe stato «l’intermediario nei rapporti corruttivi con Lo Presti». E per fare acquistare l’apparecchio della Hermex dagli Istituti ospitalieri di Cremona e dall’Istituto dei Tumori (valore 5 milioni ad apparecchio), Formigoni attraverso Guarischi, «accettava la promessa della somma complessiva di 900 mila euro». Nient’altro — la convinzione dei magistrati — che una maxi tangente. Visto che all’Istituto tumori nel 2012 il piano non va in porto, alla fine a Guarischi finiscono “solo” 447 mila euro. Denaro che poi il faccendiere gira a Formigoni, donandogli ad esempio «un orologio Bulgari da 3530 euro ». Ma soprattutto garantendogli vacanze al mare e in montagna. «Ho tutte le ricevute» aveva detto Formigoni poco dopo l’arresto del faccendiere. Per la procura, invece, per i 7 giorni in Sud Africa a Capodanno 2011, dei 55 mila euro di costi del viaggio, l’allora governatore ha versato solo 7 mila euro, metà della sua quota. Mentre per due soggiorni estivi in Croazia, le quote risultanointeramente pagate in contanti da Guarischi (per circa 29 mila euro). Guarischi, infine, avrebbe anche noleggiato «un vettore aereo nel giugno 2010» per un volo su Olbia da 11 mila e 880 euro.
Bresciani, Lucchina e Alli, invece, sono accusati di aver esercitato pressioni per fare acquistare — senza riuscirci — il macchinario Vero dall’Istituto dei Tumori.
Da La Repubblica del 22/05/2015.

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