giovedì 7 maggio 2015

VITALIZI, CAMBIA IL TESTO E SALVA QUASI TUTTI I CONDANNATI

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VITALIZI, CAMBIA IL TESTO E SALVA QUASI TUTTI I CONDANNATI (di Nello Trocchia)

ESCLUSO L’ABUSO D’UFFICIO, INSERITI LA “RIABILITAZIONE” E IL TETTO DEI SEI ANNI: COSÌ LA FARANNO ANCORA FRANCA.
Gli assegni d’oro ai condannati diventano un caso politico. Oggi, in Consiglio di presidenza del Senato e in Ufficio di presidenza della Camera, è previsto il voto sulla delibera che cancella i vitalizi agli ex parlamentari condannati. L’ultima versione prevede scappatoie per tangentisti e condannati della prima ora. Una versione diversa da quella iniziale, che salva quasi tutti grazie all’inserimento della riabilitazione, all’esclusione dell’abuso d’ufficio e alla modifica in senso restrittivo per i delitti non colposi da quattro a sei anni.
In Italia, la dorata pensioncina, è sempre finita nelle tasche degli ex parlamentari anche se si sono macchiati di reati gravi contro la Pubblica amministrazione. Un privilegio doppio, denunciato più volte dal Fatto. Un caso finito all’attenzione dei palazzi della politica dopo i ripetuti appelli del presidente del Senato Pietro Grasso e una campagna della società civile con tanto di raccolta firme sul sito riparteilfuturo.it. La delibera che andrà in votazione prevede un salvacondotto, che trova fondamento e giustificazione come soluzione giuridica per evitare ricorsi, ma che trasforma, nei fatti, l’annunciata soppressione in una cancellazione revocabile in caso di riabilitazione.
È frutto di un compromesso rispetto alla previsione iniziale che vede il Partito democratico favorevole e il Movimento cinque stelle critico. Alla richiesta di alcuni costituzionalisti di fissare un tempo alla cancellazione si è risposto scegliendo la strada di legare il vitalizio ad un istituto del nostro ordinamento penale: la riabilitazione.
La delibera è di certo un passo avanti rispetto all’indecenza delle dorate pensioncine ai condannati. Il presidente del Senato Pietro Grasso di recente è tornato sul tema: “Bisogna dire ai giovani che noi adulti non riteniamo giustificabile la corruzione, i favoritismi, i vitalizi per chi è stato condannato per gravi reati”.
La scappatoia è al comma 3 del primo articolo. “Le disposizioni non si applicano qualora sia intervenuta la riabilitazione” e più avanti: “In caso di riabilitazione l’erogazione dei trattamenti previdenziali riprende con decorrenza dalla data dell’istanza che sia stata legittimamente presentata e accolta”. Insomma se un ex parlamentare è stato condannato, ma ha ottenuto la riabilitazione, ha così salvato il vitalizio. La riabilitazione cancella le pene accessorie e gli effetti penali della condanna. Può essere richiesta a tre anni dall’estinzione della pena. La richiesta deve essere accolta dal Tribunale di Sorveglianza, valutata la condotta del condannato. Per fare un esempio eccellente. Silvio Berlusconi è stato condannato per frode fiscale.
Incassa un vitalizio di 8 mila euro. Con le nuove disposizioni gli verrà revocato l’assegno mensile, ma nel 2018 potrebbe fare richiesta di riabilitazione. In caso di accoglimento Berlusconi tornerebbe candidabile, ma soprattutto percepirebbe nuovamente il vitalizio. Sono molti i politici che hanno comunicato alla pubblica opinione l’avvenuta riabilitazione, il loro vitalizio non avrà neanche un giorno di sospensione nonostante i reati commessi.
Paolo Cirino Pomicino non ha voluto rispondere alla Gabbia che, ieri su La7, si è occupata nuovamente del caso. L’ex ministro del Tesoro è stato condannato per finanziamento illecito ai partiti e ha patteggiato una pena di due mesi per corruzione. Non rientra tra i “cancellati” visto che la sua condanna è inferiore ai due anni, ma anche perché nel 2011 ha annunciato l’avvenuta riabilitazione. Salvatore Sciascia, invece, oggi è senatore di Forza Italia, in passato è stato condannato per aver corrotto alcuni finanziari. Ha spiegato di essere stato riabilitato. Quando uscirà dal Senato incasserà il vitalizio.
In caso di approvazione della delibera i condannati potranno giocarsi la carta della richiesta di riabilitazione. In caso di accoglimento l’assegno mensile sarà restituito fin dalla presentazione della domanda. Sulla cancellazione dei vitalizi gli uffici di Camera e Senato hanno acquisito otto pareri per una spesa di centomila euro. I pareri, però, non erano sul testo che andrà in votazione, ma soprattutto quella versione sottoposta al giudizio dei giuristi non prevedeva la riabilitazione. Un punto che avrebbe, di certo, diviso i costituzionalisti.
Nella delibera c’è un elemento positivo visto che la cancellazione, anche se revocabile, è prevista per condanne definitive, con pene superiori a due anni di reclusione, anche in caso di patteggiamento.
C’è qualcuno che, però, non dovrà neanche preoccuparsi di presentare una richiesta di riabilitazione. Nella delibera, infatti, c’è anche l’esclusione di un reato: l’abuso d’ufficio. Ai condannati per questo reato non sarà cancellato il vitalizio. La cancellazione non è inoltre applicabile ai vitalizi spettanti ai familiari superstiti, ma solo se l’ex parlamentare è deceduto prima dell’entrata in vigore della delibera. Alla fine, rispetto alla prima versione, il provvedimento è cambiato. “È un risultato positivo, ma ora passiamo alla riforma anticorruzione” spiega Leonardo Ferrante della campagna Riparte il Futuro.
Critica la senatrice grillina Laura Bottici: “L’esclusione dell’abuso di ufficio e la riabilitazione prevista svuotano di senso la norma”. Ora si attende il voto. Il risultato è in bilico proprio al Senato, potrebbe risultare decisiva proprio la scelta del M5S.

ttt

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