venerdì 29 maggio 2015

Vitalizi, #eiopago

Vitalizi, #eiopago

iopago
I vitalizi degli ex parlamentari sono uno scandalo. Ci sono alcuni che ricevono il vitalizio con un solo giorno di presenza. Ma lo scandalo più grande è che non se ne vergognano, anzi, se glielo ricordi alzano pure la voce.In un Paese dove la pensione sta diventando un miraggio, sempre più magra e procrastinata nel tempo, questi personaggi (che sono un numero impressionante e per i quali spendiamo 236 milioni all’anno) rispondono con frasi del tenore: “Il mio vitalizio è perfettamente legale” o, per dirla alla Jannacci “Se me lo dicevi prima mi facevo una pensione, andavo a lavorare, non facevo il mutuo per una casa al di sopra delle mie possibilità, se lo sapevo prima non mi compravo una barca, mandavo i miei figli a lavorare“. Eh, eh, eh, ma se me lo dicevi prima/ Eh, se me lo dicevi prima/ Come prima?/ Ma sì se me lo dicevi prima/ Ma prima quando?/ Ma prima no…/ Se me lo dicevi prima/ Ma io ho bisogno adesso, sto male adesso/ Ma se me lo dicevi prima ti operavo io / Ma io ho bisogno di lavorare io sto male adesso/ Eh sto male e sto bene macché il lavoro e mica il lavoro/ Bisogna saperlo prima che dopo non c’è lavoro, prima, capito
Ecco, da oggi questi cazzabuboli di risposte non valgono più.
Esiste infatti un fondo di microcredito del Tesoro a disposizione di imprese in difficoltà in cui gli svergognati percettori di soldi pubblici possono destinare i loro vitalizi. Nel fondo è versato regolarmente parte degli stipendi dei parlamentari a 5 Stelle e il fondo ammonta a 10 milioni di euro.
Sindacalisti, imprenditori, giornalisti, avvocati, politici di professione, un circo Barnum compatto di imbonitori. Un fronte unico per i vitalizi. In Italia tutti tengono famiglia e (quasi) tutti un vitalizio. L’elenco di ex parlamentari che vivono a sbafo è impressionante. Sono per la precisione 1.515 ex deputati e 891 ex senatori.Se ne conoscete qualcuno, sfogliate l’elenco degno delle Pagine Gialle, ricordategli del microcredito e del fatto che lui è un nostro dipendente mantenuto dalle nostre tasse anche dopo l’incarico parlamentare.
L’elenco dei parlamentari che godono di un ricco vitalizio per l’esperienza vissuta a Montecitorio o Palazzo Madama non smette mai di sorprendere. In lista ci sono anche due radicali, Pietro Craveri e Luca Boneschi, che hanno percepito fino ad oggi 500mila euro a testa dopo aver trascorso alla Camera dei deputati solo un giorno. Un caso simile è poi quello di Angelo Pezzana, altro radicale, che è riuscito a portare a casa 588mila euro dopo appena 9 giorni da deputato.
Lo Stato italiano spende circa 236 milioni di euro l’anno per i vitalizi di coloro che hanno seduto sulle poltrone di Camera e Senato. E non solo politici di professione, ma anche giornalisti, imprenditori, sindacalisti e persone provenienti dalla società civile, che dopo uno o due mandati in Parlamento tornano a casa con una bella rendita a vita.
Casi da manuale
Chi gode dei vitalizi, alcuni casi da manuale:
Armando Cossutta (6.939), Arnaldo Forlani (6.062), Fausto Bertinotti (4.987), Oliviero Diliberto (4.992), Claudio Martelli (4.992), Romano Prodi (3.022), Stefano Rodotà (4.992), Francesco (6.408), Enzo Bianco (5.601), Antonio Di Pietro (3.992), Luciano Violante (6.015), Nicola Mancino (6.939).
Non solo politici
Non soltanto i politici di professione godono dei vitalizi; e così nella lista troviamo sindacalisti, imprenditori, magistrati, giornalisti e avvocati. Tra gli avvocati figurano Gaetano Pecorella (4.372 euro) e Carlo Taormina (2.150); tra i sindacalisti Pierre Carniti (2.381), Sergio D’Antoni (3.958) e Giorgio Benvenuto (4.581); tra i giornalisti Rossana Rossanda (2.124), Eugenio Scalfari (2.270) e Demetrio Volcic (2.934); tra i magistrati Giuseppe Ayala (5.692), tra gli imprenditori Vittorio Cecchi Gori (3.408), Luciano Benetton (2,.381) e Santo Versace (1.589). Ma nella lista ci sono anche registi come Franco Zeffirelli (3.408) e critici d’arte come Vittorio Sgarbi (5.007).
Ma non è finita qui! La prossima puntata sui vitalizi sarà dedicata agli ex consiglieri regionali che ci costano 177,4 milioni di euro l’anno.
Da beppegrillo.it

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