venerdì 29 maggio 2015

Voto di scambio

Voto di scambio

Arresti
Un pacchetto di trenta voti venduto per centocinquanta euro: in pratica, 5 euro per ogni preferenza. In tempi di crisi persino il voto di scambio ha subito una pesantissima spending review. Una sforbiciata talmente netta che a Palermo, alle elezioni comunali del 2012, ogni scheda elettorale votata e fotografata veniva scambiata con il costo di un pacchetto di sigarette. Basta ascoltare le intercettazioni telefoniche, agli atti della procura di Palermo, per rendersene conto: preferenze scambiate con pacchi di pasta,pacchetti di voti acquistati a pochi euro e poi girati ad altri candidati.È uno spaccato di mafia, criminalità e miseria quello che viene fuori dall’ultima indagine del nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza: agli arresti domiciliari sono finiti tre deputati regionali (due in carica e un ex) dal passato altisonante come Nino Dina, Franco Mineo e Roberto Clemente.
I tre politici sono tutti accusati di corruzione elettorale .“Non è stato riconosciuto il voto di scambio politico-mafioso e l’agevolazione ai mafiosi, perché il giudice ha considerato che la legge attuale è più favorevole all’imputato” ha spiegato il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. “La concezione che sta alla base delle norme sul nuovo voto di scambio – ha continuato il pm – distrugge tutto ciò che è stato fatto negli ultimi venti-trenta anni contro la mafia e il suo potere elettorale. Non è ammissibile che ogni volta ci si debba chiedere di dimostrare il metodo mafioso. Faremo un esame della vicenda e vedremo se e quali valutazioni del gip impugnare“. [Il fatto quotidiano]
Ecco cosa succede a fare le riforme (come quella sul reato di voto di scambio ) al ribasso.
Succede che il famoso cambiamento c’è solo sui titoli dei giornali.
Nella sostanza no.
E domenica prossima si vota.
Da unoenessuno.blogspot.it

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