sabato 30 maggio 2015

Voucher,crescita record Boeri:“Nuova frontiera dei lavoratori precari”

Voucher,crescita record Boeri:“Nuova frontiera dei lavoratori precari” (VALENTINA CONTE)

PrecariNel 2014 coinvolto oltre un milione di persone e nel 2015 è già boom Lombardia e Emilia-Romagna in testa. In Veneto +63% in quattro mesi.

ROMA – La «nuova frontiera del precariato», come l’ha definita ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri, lievita ormai di due terzi all’anno. E nel 2014 ha toccato la cifra record di oltre un milione di lavoratori, età media 36 anni, donne per la prima volta sopra il 50%, meno di 500 euro netti all’anno a testa, 700 milioni il costo lordo totale. Una frontiera chiamata voucher, l’assegno orario da 10 euro lordi, 7 e mezzo netti (tolti i contributi Inps e Inail e il prezzo del servizio) che si compra sempre più dal tabaccaio, oltre che alla posta, in banca, all’Inps, online. Grazie anche alla riforma Fornero del 2012, il ticket un tempo usato per pagare i vendemmiatori, ora dilaga in tutti i settori. E galoppa nei servizi, turismo e commercio su tutti, sempre più propensi a usarli come sostituti esentasse (zero Irpef e Irap) dei contratti intermittenti e parasubordinati. Non di rado coprendo abusi e mansioni tutto fuorché accessorie e occasionali, come la legge vorrebbe. E dunque nuovo bacino di stagnazione della precarietà.
L’allarme di Boeri non arriva a caso. L’aumento dei voucher «può significare problemi futuri ed è bene guardare questo fenomeno con grande attenzione », avverte il presidente Inps, commentando i dati esplosivi della Lombardia che assieme a Veneto ed Emilia-Romagna pesavano, l’anno scorso, per il 44% sul totale di voucher venduti, con aumenti sopra il 60% sul 2013. Ovvero oltre 30 milioni di tagliandi messi sul mercato del lavoro di queste tre regioni su quasi 70 milioni nazionali. A colpire poi è il ritmo di crescita esponenziale anche nel 2015, l’anno delle tutele crescenti scontate con i bonus del Jobs Act. In Veneto, ad esempio, nei soli primi quattro mesi siamo già a +63% a quota 4 milioni e 352 mila voucher venduti, con record a Verona, dove si sfiora il milione. «Il governo gongola per i dati sulle assunzioni a tempo indeterminato, mentre dilaga nel silenzio assordante questo tipo di prestazione lavorativa ultra precaria con zero tutele e un versamento contributivo minimo alla gestione separata dell’Inps», commenta Fabrizio Maritan, Cgil Veneto. I sindacati sono compatti, da tempo, nel denunciare l’utilizzo improprio di questo strumento. «Si presta ad un uso illecito, per nascondere lavoro in nero e conseguente evasione di imposte e contributi», prosegue Maritan. Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo avverte dello scivolamento pericoloso verso un «lavoro ad ore» per i giovani, definendo «un bene che anche il presidente Inps si sia accorto del rischio precariato ». E Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil, insiste nel notare che «non di emersione dal nero si tratta, ma per lo più di evidente sostituzione di lavoro stabile e stagionale». Perché, suggerisce, «l’Inps non va a vedere come erano impiegati dodici mesi prima i lavoratori oggi pagati con i voucher? ». «Sempre più questi voucher rappresentano l’unica prestazione lavorativa», osserva ancora Boeri. E questo li allontana dai mini-jobs tedeschi e dall’idea di maggiore opportunità e secondo lavoro per giovani e donne. Una «forma di lavoro povera », si chiede ancora Boeri? «I voucher preoccupano solo quando non ci sono, come in due terzi d’Italia ove gli spezzoni lavorativi restano sommersi », li difende invece Maurizio Sacconi, che da ministro del Lavoro li ha introdotti nel 2008 (da allora ne sono stati venduti 162 milioni).
La polemica non sembra destinata a chiudersi. In uno dei decreti attuativi del Jobs Act, quello che riordina le tipologie contrattuali, definitivo tra qualche giorno, il tetto massimo annuale per i voucher viene addirittura aumentato, da 5 mila a 7 mila euro netti annui (9.330 lordi). Così anche la precarietà?
Da La Repubblica del 30/05/2015.

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