venerdì 5 giugno 2015

“Chiedi due euro al giorno per ogni migrante accolto” Le tangenti delle coop che speculavano sui centri

“Chiedi due euro al giorno per ogni migrante accolto” Le tangenti delle coop che speculavano sui centri (MARIA ELENA VINCENZI)

MigrantiIl sistema

Così funzionava il tariffario imposto da Odevaine per gli appalti nella gestione dei profughi. Non c’è colore politico a fare la differenza: soltanto affari. Intanto, dalla Puglia alla Sicilia, spuntano anche contatti con il ministero.

ROMA – Le cooperative rosse e quelle bianche. Non conta il colore politico: quello dei migranti è un affare d’oro per tutti. Per chi si aggiudica la gestione dei centri e, soprattutto, per chi decide gli appalti. Un sistema rodato e un tariffario altrettanto rigido: dai 50 centesimi ai 2 euro al giorno di tangente per ogni profugo, da versare a chi assicura l’assegnazione. Lo sa bene Luca Odevaine, appartenente al tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, ed ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni sindaco di Roma. Che con gli immigrati ci fa così tanti soldi da avere il problema di come investirli. L’ordinanza con cui ieri sono finite in manette altre 44 persone per la seconda tranche di Mafia Capitale mette il luce, ancora una volta, il giro lucroso che si nasconde dietro all’accoglienza.
“UNO STIPENDIO PURE PER ME”
È il 6 giugno 2014. Odevaine parla con Domenico Cammisa e Carmelo Parabita, entrambi indagati ed entrambi legati alla cooperativa “La Cascina”, considerata vicina a Comunione e Liberazione. I due sono interessati al centro di Mineo, sul quale l’ex capo di gabinetto sembra avere un controllo quasi totale. Odevaine è chiaro: «Questa volta, una volta nella vita, vorrei quantomeno non regalare le cose, insomma… almeno io da questa roba qua, visto anche che sto finendo di lavorare in Provincia (come capo della Polizia, ndr) e quant’altro, almeno ce vorrei guadagna’ uno stipendio pure per me… Secondo me, poi, alla fine, bisogna accordarsi su una cifra complessiva, considerando Mineo, considerando quello che sarà, San Giuliano, considerando quello che si muove intorno a Roma. Poi, una vola che abbiano stabilito una cifra, il come, troviamo la soluzione». E racconta al suo commercialista, Stefano Bravo: «Ti spiego l’accordo con “La Cascina” per i prossimi tre anni… Sono accordi che riguardano circa 50mila euro al mese… in teoria posso anda’ al mare». L’appalto per il C. A. R. A. di Mineo, d’altronde, «è blindato» come dice lui stesso. «È una gara finta». Tanto che ieri il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone ha scritto ad Alfano per avere chiarimenti su quell’assegnazione. I carabinieri del Ros hanno documentato almeno cinque episodi del passaggio di denaro da “La Cascina” a Odevaine: l’ultimo il 6 ottobre scorso quando Parabita gli consegna 15mila euro.
“30MILA EURO AL MESE”
Non va per il sottile Odevaine. Fa capire che vuole farci i soldi veri sulla questione. Ne parla con un suo collaboratore, Gerardo Addeo (indagato): «Adesso vedrò sinceramente sulla cifra da chiedergli… C’ho qualche… cioè non saprei, ti dico la verità, non saprei nel senso che su Mineo mi devono alzare la quota. Non dico raddoppiarla ma almeno, insomma, il 50 per cento in più perché l’accordo su 10mila era quando erano 2.000 (i profughi, ndr), insomma la devo almeno ritoccare, almeno a 15, su San Giuliano (altro centro al quale “La Cascina” è interessata, ndr) gli chiederei 2 euro che sono all’inizio sui 500 perché si inizierà da 500, so’ 300 e… 32mila euro al mese e possono diventare 60 no?». Odevaine è convinto che un migrante valga almeno un euro al giorno. Come spiega anche il gip Flavia Costantini: «Individua il criterio di calcolo delle tangenti dovute in base al numero di immigrati ospitati nei centri, arrivando a prospettare un vero e proprio “tariffario per migrante ospitato”». Ancora, sempre l’ex vice capo di gabinetto, descrive l’accordo con Buzzi: «Allora con loro abbiamo fatto un altro tipo di accordo, perché io poi gli ho fatti avere altri centri, in Sicilia, in provincia di Roma e quant’altro, più o meno, stiamo concordando una cifra tipo come 1 euro a persona, ci danno, calcolando, che so, almeno un migliaio di persone, dovrebbero essere grosso modo un migliaio di persone, insomma sò 1000 euro al giorno quindi 30.000 euro al mese che entrano».
“LA CASCINA” E I POLITICI (NCD)
È sul C. A. R. A. di Castelnuovo di Porto che gli interessi delle coop bianche e di quelle rosse convergono. Anche perché l’affare vale 12 milioni di euro. La Cascina, sottobanco, si allea con il ras delle cooperative e braccio imprenditoriale di Massimo Carminati e, ovviamente, grazie ai loro contatti, riescono ad aggiudicarsi la gestione del centro. È proprio Buzzi a cercare l’accordo chiamando Francesco Ferrara della “Cascina” il 7 agosto scorso: « Famo un accordo io e te — gli dice — nun ce famo la guerra. Ce la dividiamo tra amici».
Il business va in porto anche grazie alla corruzione del sindaco di Castelnuovo, Fabio Stefoni, ieri arrestato: aveva chiesto 50 centesimi a immigrato e il 10 per cento sull’intero affare. Ed è proprio per Castelnuovo che Odevaine comunica a Buzzi di aver agganciato il sottosegretario al ministero dell’Interno, Domenico Manzione.
Racconta sempre Odevaine che “La Cascina” ha rapporti in particolare con Ncd. Nomina una serie di politici, tra i quali il ministro Angelino Alfano, l’ex ministro Maurizio Lupi e il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione. Immediata la replica del partito: «Cl non ha mai finanziato la nostra formazione politica ».
Da La Repubblica del 05/06/2015.

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