venerdì 5 giugno 2015

“DOBBIAMO MUNGERE LA MUCCA” 44 ARRESTI, È MAFIA CAPITALE 2

da contro*corrente

“DOBBIAMO MUNGERE LA MUCCA” 44 ARRESTI, È MAFIA CAPITALE 2

mucca
ASSEMBLEA CAPITOLINA DECIMATA, QUATTRO CONSIGLIERI E UN EX ASSESSORE IN MANETTE
di Enrico Fierro – il Fatto Quotidiano 05/06/2015
La mucca deve mangiare, e qui la mucca l’amo munta tanto”. È la regola di Mafia Capitale. Mungere la mucca dei finanziamenti pubblici per le grandi emergenze. La sanità, i profughi, i bambini che fuggono da guerre e carestie, la gente che a Roma cerca una casa, la monnezza che soffoca l’Urbe. Salvatore Buzzi, Massimo Carminati e i loro complici politici, del Pd e del Pdl, senza distinzioni, uniti dalla mazzetta, avevano un solo obiettivo: fare soldi. Soldi e potere. (Aveva ragione Beppe Grillo PDL PD-L ndr) Alemanno o Marino, erano loro i padroni nel Comune di Roma. Sceglievano i dirigenti e decidevano il bilancio, avevano agganci alla Regione, erano ben piazzati dentro prefettura e ministero dell’Interno. Quanto vale in termini di mazzette un immigrato? “Famo un euro a persona”. Tanti soldi. “L’emergenza usata come strumento di corruzione”, scrive il gip Flavia Costantini nella nuova ordinanza su Mafia Capitale, 44 arresti, 21 indagati a piede libero. Un quadro deprimente quello che emerge dall’inchiesta dei pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.
Roma dominata da una banda di affaristi, fascisti e mafiosi. Attori di un gioco politico sporco. Quello che personaggi come il consigliere regionale Luca Gramazio , figlio di Domenico, senatore detto il Pinguino, e Graziano Tredicine, rampollo di una famiglia che a Roma domina indisturbata il mercato delle bancarelle, mettevano in piedi contro immigrati e rom. Li abbiamo visti nelle piazze romane vellicare i sentimenti peggiori della gente e invocare, loro prima di Salvini, ruspe e soluzioni drastiche. Dopo la parata, gli affari, quelli della Coop 29 giugno, quelli della Cascina, quelli di Buzzi e Carminati. L’ex detenuto modello che sedusse la sinistra ingenua, e l’ex fascista dei Nar. E allora, tenetevi forte lo stomaco, ed iniziatelo questo viaggio nella Roma del malaffare.
ANNO 2013 , elezioni comunali di Roma, vince Ignazio Marino. Gianni Alemanno va a casa. Salvatore Buzzi è preoccupato, bisogna trovare nuovi amici al Campidoglio. Il suo socio Carminati lo sprona: “E allora mettiti la minigonna e vai a batte co questi”. Buzzi: “Mo ce pigliamo le misure co Marino”. “Figurelli (Franco, capo segreteria di Mirko Coratti, Pd, presidente del Consiglio comunale di Roma) prendeva mille euro al mese, più 10 mila che ha voluto per farci incontrare Coratti…”. “ Me so comprato Coratti, sta con me, gioca con me, ormai ce li semo agganciati. Gliel’ho detto, lo stesso rapporto che abbiamo con Giordano (Tredicine, consigliere del Pdl, ndr) lo possiamo avere con te”. Uno stipendio mensile in nero e mazzette. Per fare cosa? Riuscire a fare aggiudicare all’impero Buzzi una gara dell’Ama (Azienda municipalizzata che si occupa di rifiuti) per la raccolta di multimateriale. Al Comune il nuovo sindaco lavora per spostare Giovanni Fiscon dalla potente poltrona di direttore generale. Buzzi muove tutte le sue pedine, l’appalto gli sta a cuore perché raccogliere multimateriale in Italia costa mediamente 300 euro a tonnellata, a Roma l’Ama ne paga 900, il triplo. L’operazione spostamento non riesce, Marino è sconfitto Buzzi commenta: “Marino 0, Fiscon 2”. Mirko Coratti lo ha aiutato e per questo verrà ricompensato.
Con l’arrivo di Marino va via Angelo Scozzafava, dirigente del Dipartimento promozione e servizi sociali. “Un importante punto di riferimento per il sodalizio”, scrive il gip. Buzzi vuole un uomo suo, Politano, e comunque pretende la testa di una dirigente appena arrivata, che “nun te riceve, e che cazzo”. Lo accontentano in parte, con una dirigente che il segretario di Coratti definisce fidata. “Ce l’avem messa noi”. Una curiosità comica, l’amico Scozzafava va via e accetta la nomina al “Segretariato servizio anticorruzione”. Buzzi si frega le mani, la funzionaria ostile è liquidata: “Siamo riusciti a farla fuori. Vaffanculo”. Poi manda un sms al vicesindaco di Roma Luigi Nieri. “L’avvicendamento è da noi molto apprezzato”. C’è da sbloccare dei fondi e metterli fuori bilancio per la coop La Cascina e per la gestione dei centri che ospitano migranti minori non accompagnati. Buzzi mobilita mezzo Consiglio comunale. Da Tredicine a Massimo Caprari che è del Pd. L’operazione riesce e Caprari viene omaggiato con versamenti mensili di mille euro. Al consigliere democrat non basta.
“C’è il guadagno, la percentuale?”, chiede. Buzzi: “Dipende, dal 5 al 10%”: Risposta di Caprari: “Va be, se me mettete al 5, na stronzata, dobbiamo fare cose più solide”. Giordano Tredicine è un altro amico in Comune. “Se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati. Partivamo fiuuu (a razzo, ndr) Tredicine doveva sta messo ai servizi sociali… a noi Giordano c’ha sposati”. “È un porco, li mortacci sua, c’ha tutti i vizi. Glielo dico sempre ’a Giordà, se non ti arrestano diventi primo ministro. Me fa, dice, perché me possono arrestà? Li mortacci tua .
Ammirato il commento di Carminati: “E’ poco chiacchierato, nonostante sia uno che ha mille impicci”.
SUL MARE di Roma, a Ostia, Buzzi e soci avevano il presidente del Municipio, Bruno Tassone, Pd. “È nostro, non c’è maggioranza e opposizione, solo mio”. Parole di Buzzi che gli versa una stecca del 10% sui lavori. Mazzette anche per l’emergenza era riuscito a mettere le mani su appalti milionari e a ramificare le sue influenze nelle stanze del Campidoglio durante la gestione di Gianni Alemanno, finito anch’egli nel dicembre scorso nel registro degli indagati. A 18 dei 34 imputati viene contestato l’articolo 416 bis, l’associazione di stampo mafioso.
Questi sono tutti i nomi delle nuove 44 misure d’arresto eseguite ieri dal Ros dei carabinieri:
Gerardo Addeo, Tommaso Addeo, Gaetano Altamura, Claudio Bolla, Stefano Bravo, Marco Bruera, Emanuela Bugitti (detenuta agli arresti domiciliari), Salvatore Buzzi (detenuto), Claudio Caldarelli (detenuto), Domenico Cammisa, Massimo Caprari, Massimo Carminati (detenuto), Nadia Cerrito (detenuta), Pierina Chiaravalle detta “Piera” (detenuta agli arresti domiciliari), Mario Cola, Sandro Coltellacci (detenuto agli arresti domiciliari), Mirko Coratti, Santino Dei Giudici, Paolo di Ninno (detenuto), Antonio Esposito, Francesco Ferrara, Franco Figurell, Emilio Gammuto (detenuto), Alessandra Garrone (detenuta), Luca Gramazio, Carlo Maria Guarany (detenuto), Guido Magrini, Angelo Marinelli, Salvatore Menolascina, Mario Monge, Michele Nacamulli, Daniele Ozzimo, Brigidina Paone detta “Dina”, Carmelo Parabita, Pierpaolo Pedetti, Daniele Pulcini, Angelo Scozzafava, Paolo Solvi, Fabio Stefoni, Andrea Tassone, Fabrizio Franco Testa (detenuto), Giordano Tredicine, Stefano Venditti e Tiziano Zuccolo.

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