giovedì 4 giugno 2015

“Pronto per Palazzo Chigi e per sfidare Berlusconi ci sarà un nuovo centrodestra Conquisteremo anche il sud”

“Pronto per Palazzo Chigi e per sfidare Berlusconi ci sarà un nuovo centrodestra Conquisteremo anche il sud” (PIERO COLAPRICO)

SalviniMatteo Salvini

Il leader leghista annuncia di aver già preparata la sua squadra di governo: “ Nella mia testa ho già tante persone, per l’Economia, per l’Industria, per l’Agricoltura. Non andrei al buio. Per questo non mi tremano le vene dei polsi. Ma non so se si vota per le politiche nazionali già l’anno prossimo”.

MILANO – Matteo Salvini, candidato del centrodestra a Palazzo Chigi, vero o falso?
«Gli ultimi risultati dicono che le idee della Lega piacciono, altrimenti non si conquista un secondo posto in Toscana, o non si va in Umbria, dove il giornale della regione, che ho qui, titola “La Lega asfalta il centrodestra”. Ma sono abituato a ragionare in base alla realtà, settimana dopo settimana».
Non sarebbe un tema immediato diventare premier, e va bene, ma lei farebbe le primarie con Silvio Berlusconi?
«Con lui e con chiunque abbia voglia di partecipare. Ho rispettato le primarie del centrosinistra, hanno liberato energie, fatto emergere con chiarezza le diverse personalità. Penso che anche ai cittadini che votano centrodestra bisogna chiedere chi vogliono come leader. E io le faccio, le primarie, senza se e senza ma».
E quindi? Scusi l’insistenza, se questo suo discorso resta così è monco… «Insomma, se me lo chiedono i cittadini, a Palazzo Chigi ci vado, certo. Anche perché, a differenza di Matteo Renzi, non sarei mai un uomo solo al comando».
Può spiegare meglio?
«Nella mia testa ho già tante persone, per l’economia, per l’industria, per l’agricoltura. La squadra c’è, non andrei al buio, per questo non mi tremano le vene dei polsi, ipotizzando di essere io il futuro presidente del Consiglio».
E, in questo percorso, candidarsi a sindaco di Milano può essere una tappa?
«Tappa fare il sindaco della città più bella del mondo? Tappa lei dice? E’ un sogno, è un punto di arrivo di una vita, il sindaco è il mestiere più bello del mondo per un politico. Ma non so se si vota alle politiche nazionali l’anno prossimo, o quando, i giochi sono aperti…».
Il presidente della Regione Roberto Maroni proponeva di fare già il prossimo luglio le primarie per il sindaco di Milano, che ne pensa?
«Dico no. A giugno c’è ancora il ballottaggio, il 12 chiudo la campagna a Lecco, quindi almeno lasciamo passare l’estate, non scocciamo i cittadini, magari a settembre le primarie per Milano nel centrodestra vanno bene».
Luca Zaia ha stravinto in Veneto, ed era un bis. Avrà un ruolo nazionale importante?
«E’ stato l’ultimo ministro dell’agricoltura che la gente ricordi, Zaia ha già un ruolo nazionale».
Mentre il sindaco di Verona Tosi?
«Finito. Ha giocato le sue carte e s’è scoperto che in mano non aveva niente. Ma governi bene la sua città per il tempo che gli resta, glielo auguro perché voglio bene a Verona».
E Zaia non può farle ombra in futuro?
«Lo escludo, ci compensiamo, ci sono differenze che arricchiscono la Lega».
Che, permetta la battuta, da quando è nato resta l’unico partito leninista d’Italia.
«Mmm. E’ un partito organizzato. E rispettoso».
Per lei Silvio Berlusconi, classe di nascita 1936, è politicamente k.o?
«Troppi l’hanno dato per morto, ma ha creato un impero imprenditoriale e ha ancora un seguito personale ».
Ma in vent’anni che cos’ha fatto?
«In politica estera ha fatto bene, per i suoi rapporti con la Russia di Putin, con gli Stati Uniti, con il Nordafrica, faceva rispettare l’Italia, con lui mi sentivo più sicuro».
In politica estera, dice? Ma sa bene che il punto è un altro. In politica interna che cosa ha realizzato davvero Berlusconi?
«Non vivo di rimpianti, è vero che potevamo fare di più. Oggi alcune cose ci uniscono e altre ci dividono, come l’Europa, l’euro, immigrazione, non possiamo nascondercelo ».
Visto che è passato l’Italicum come sistema di voto, e c’è un premio al Listone, lei considera chi – a parte Forza Italia, con o senza Silvio – dovrà allearsi con voi della Lega? Fratelli d’Italia? Forse Ncd?
«Da qui a quando si voterà ritengo che cambieranno molti nomi e molti sigle, gli schieramenti non saranno semplici somme. Per me l’Ncd finirà per sparire, ora non posso ipotizzare con chi staremo e con chi non staremo. Anche noi della Lega ci stiamo riorganizzando, a partire dal secondo posto in Toscana, un dato esaltante».
Secondi in Toscana, bel colpo, ve lo riconoscono tutti. Ma se rischiate di essere secondi dovunque, non vincerete mai, o no?
«Secondi in Toscana, piazzati benissimo in Liguria, siamo in Umbria, nelle Marche, meno al Sud. Ma abbiamo l’idea di un’Italia con l’autonomia per tutte le regioni».
Forse che dalla Lega Nord, con capisaldi in Veneto e Lombardia, si passerà alla “Lega d’Italia”, presente ovunque, isole comprese?
«No, non esiste la Lega d’Italia. Non si cambiano le tradizioni, non così rapidamente in ogni caso. Noi a Pontida avremo già le bandiere sarde, siciliane, del Salento. Molti l’hanno dimenticato, ma era stato un insegnamento del professor Gianfranco Miglio quello delle “Italie diverse” da coordinare. Ci dicono che siamo razzisti, che parliamo alla pancia della gente, come se la pancia fosse staccata dalla testa, per altro. Dicono che stiamo con i fascisti di “casa Pound”. Ma i flussi elettorali sono chiari (Siamo nella sede della Lega, in via Bellerio, sono le 17 di ieri e Salvini ha appena ricevuto i dati che deve studiare sull’aereo in partenza per Bruxelles. Li apre e legge, ndr). In Toscana il nostro voto in più arriva per il 7 per cento da astenuti, per il 3 per cento da Forza Italia, per il 2,9 da Beppe Grillo. In Liguria, 4 per cento da astenuti, 2,3 dai Cinque Stelle, e 1,3 dal Pd. Umbria, 3,7 da astenuti, 2,5 da Grillo, 2,4 dal Pd, 2,9 da Forza Italia. Se sono orgoglioso di aver portato a votare chi a votare non andava più per sfiducia, sono anche convinto che le nostre idee possono conquistare il Sud».
Lei pensa mai a Umberto Bossi?
«Ci siamo visti lunedì. Penso a lui con gratitudine e stupore, per come ha saputo risvegliare le persone, io non sono un rottamatore senz’anima, là c’è la mia foto con Bossi, nel 1996, e non la toglie nessuno».
Le risse in tv portano voti?
«Sarei contento se riuscissi a parlare due minuti senza essere interrotto ».
Lasciando sullo sfondo la sua felpa con la ruspa, che cosa pensa dell’antico precetto “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”?
«Che io non ho costruito una villetta abusiva dentro il parco Sempione, a differenza di questi che si sentono più furbi degli altri».
Lei sembra non considerare mai l’emergenza, il bisogno, la povertà.
«Ci sono tanti poveri italiani e immigrati che hanno perso il lavoro, non vanno a occupare case e rubare. La maglietta con la ruspa non ha dietro una strategia di marketing, viene dal ragionamento, e dalla voglia di Giustizia».
Sarà, ma a proposito di giustizia, come mai voi della Lega non parlate mai di ‘ndrangheta e legalità?
«Colpa nostra se non lo facciamo sapere. Al Sud come al Nord abbiamo presentato candidati puliti con certificati di tutto e di più. Ho appreso tardi di quel comune calabrese, Platì, dove non s’è votato, dove nessuno presenta la lista per paura della mafia locale. Se l’avessi saputo ci avrei messo la faccia».
C’è tempo in futuro, non crede?
«Okay, la prossima volta la Lega va a Platì».
Da La Repubblica del 04/06/2015.

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