martedì 14 luglio 2015

Bergoglio: «Con Tsipras una revisione un po’ giusta»

da il manifesto
INTERNAZIONALE

Bergoglio: «Con Tsipras una revisione un po’ giusta»

Debito. Il Papa: «Strada senza uscita»

 
Papa Bergoglio

«Que­sta eco­no­mia uccide». Lo ha riba­dito papa Fran­ce­sco durante la tra­di­zio­nale con­fe­renza stampa ’volante’, sull’aereo che lo ha ripor­tato in Vati­cano dopo il viag­gio in Ecua­dor, Boli­via e Paraguay.
È stata affron­tata, fra le altre, la situa­zione della Gre­cia, seb­bene som­ma­ria­mente: non si sapeva ancora dell’accordo di Bru­xel­les. Il cir­cuito mor­tale prestito-debito è senza via di uscita, «non fini­sce mai», ha detto Ber­go­glio. «I gover­nanti greci che hanno por­tato avanti que­sta situa­zione di debito inter­na­zio­nale hanno una respon­sa­bi­lità», ha aggiunto, rife­ren­dosi agli ese­cu­tivi pre­ce­denti a quello di Tsi­pras. «Col nuovo governo si è andati verso una revi­sione un po’ giu­sta. Mi auguro che tro­vino una strada per risol­vere il pro­blema e una strada di sor­ve­glianza per­ché altri Paesi non rica­dano nello stesso pro­blema, per­ché la strada del pre­stito e dei debiti non fini­sce mai». Un sistema «ter­ri­bile», in cui «tutti i Paesi hanno debiti e vi sono alcuni che hanno com­prato i debiti di altri. E’ un pro­blema mondiale».
Un gior­na­li­sta tede­sco “rim­pro­vera” al papa di aver pro­nun­ciato tanti discorsi a favore dei poveri e parole severe nei con­fronti di ric­chi e potenti, tra­scu­rando i ceti medi. Ecu­me­nica, ma non troppo, la ripo­sta: «Il mondo è pola­riz­zato fra ric­chi e poveri, la classe media diviene più pic­cola, il numero dei poveri è grande. Parlo dei poveri per­ché è al cuore del Van­gelo. Sulla classe media ho detto alcune parole en pas­sant, appro­fon­dirò di più».
Con­fer­mato il soste­gno ai movi­menti popo­lari, con i quali, in Boli­via, c’è stato il secondo incon­tro inter­na­zio­nale, dopo quello di otto­bre in Vati­cano. «Si orga­niz­zano non solo per pro­te­stare, ma per andare avanti e poter vivere — ha spie­gato Fran­ce­sco -. Non si sen­tono rap­pre­sen­tati dai sin­da­cati, per­ché dicono che i sin­da­cati non lot­tano per i diritti dei più poveri. La Chiesa non può essere indif­fe­rente, dia­loga, non fa una opzione per la strada anar­chica, anche per­ché i movi­menti non sono anarchici».
Sve­lato dal papa il “giallo” sul cro­ci­fisso a forma di falce e mar­tello (dise­gnato da padre Luis Espi­nal, gesuita spa­gnolo mis­sio­na­rio in Boli­via, seguace della teo­lo­gia della libe­ra­zione e fau­tore dell’analisi mar­xi­sta della realtà — cri­ti­cata da Ber­go­glio — rapito, tor­tu­rato e ucciso dai para­mi­li­tari nel 1980) che gli ha donato il pre­si­dente boli­viano Evo Mora­les e che secondo molti media il papa avrebbe lasciato nel san­tua­rio della Madonna di Copa­ca­bana: «Non è stata un’offesa», ha detto, il cro­ci­fisso «viene con me».

Grecia

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