lunedì 27 luglio 2015

“Tasse giù? Solo slogan e show televisivi La politica ormai parla del nulla”

da contro*corrente

“Tasse giù? Solo slogan e show televisivi La politica ormai parla del nulla”di Gianluca 

Annamaria Testa
Annamaria Testa
L’INTERVISTA 
Annamaria Testa
La comunicazione del premier vista da una delle principali pubblicitarie italiane
Wanda Marra | il Fatto Quotidiano 26-7-2015
La grande ‘rivoluzione fiscale’ annunciata da Renzi? Stiamo parlando del nulla e del nulla continuiamo a parlare”. Annamaria Testa, pubblicitaria, docente alla Bocconi, comunicatrice politica, è netta.
La promessa di ridurre le tasse può far crescere il consenso?
È una promessa: tutto dipende da quanto verrà mantenuta. I dati sul consenso sono ballerini. Spesso ci interroghiamo su variazioni statisticamente irrilevanti, specie perché ottenute su campioni troppo piccoli. Inoltre sappiamo che una stessa domanda, formulata in modo diverso, ottiene risposte molto diverse. Stiamo parlando quasi del nulla.
Perché si parla del nulla?
Gestire il dibattito politico in una situazione ad alta complessità, in cui si intrecciano questioni nazionali e internazionali, è difficile. Così, nel nostro paese, tendiamo a semplificare troppo.
I motivi?
L’età media degli italiani è alta. Siamo il paese più vecchio del mondo dopo il Giappone. Il livello medio di istruzione è basso: abbiamo un 16% di laureati tra i 25 e i 64 anni. Nel Regno Unito è il 41% (OECD 2014). È un paese che legge poco: solo il 41% degli italiani legge almeno un libro all’anno. Abbiamo pochi strumenti per affrontare una situazione complessa: così ci si rifugia nell’ideologia e nel pregiudizio.
Quali sono i luoghi del dibattito e come lo influenzano?
La rete e i talk show. In rete vince la semplificazione dei contenuti, che crea sorpresa, scandalo e reazioni emotive forti. Il meccanismo dei talk show macina quotidianamente posizioni e opinioni, in una macchina perversa che finisce per commentare se stessa. E produce un circolo vizioso: si viene invitati per creare scandalo e si crea scandalo per essere invitati. Per gli spettatori, i talk show diventano simili alle serie tv: di puntata in puntata gli stessi personaggi rigiocano infinite variazioni sullo stesso schema. Ma manca l’azione: allora si strilla.
Allora Renzi non è stato “abile” a creare la serie tv estiva annunciando il taglio delle tasse?
Non mi importa. Siamo arrivati a pensare che qualsiasi mossa faccia un personaggio pubblico serva per ottenere visibilità e non per cambiare le cose.
È ciò che accade nel dibattito?
Penso di sì. E questo favorisce la deriva dietrologica.
Quest’anno i talk show hanno perso ascolti: saturazione?
Quando un meccanismo è troppo ripetuto dopo un po’perde di senso. Ma non ho la ricetta per riqualificare il dibattito. Forse, un punto di partenza è pensare che non basti una ricetta.
Renzi recentemente ha fatto una lezione ai parlamentari Pd invitandoli a lavorare sulle loro apparizioni tv. Utile?
La forma è essenziale per veicolare buoni contenuti. Ma senza quelli non basta.
E dunque come valuta i contenuti di Renzi?
I leader, come i film, vanno giudicati alla fine: vedremo cosa realizza e quanto cambia il paese.
(Speriamo che la fine di Renzi arrivi il prima possibile ndr)

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