martedì 22 settembre 2015

Def, prime bocciature: tagli a rischio e troppo ottimismo

Def, prime bocciature: tagli a rischio e troppo ottimismo (CARLO DI FOGGIA)

PadoanL’Ufficio parlamentare di bilancio: “Per il 2016 crescita al limite, per il 2017-2018 si va oltre”.

Per il 2016 la crescita del Pil stimata è al limite ipotizzabile. Per il biennio successivo,si esagera davvero con l’“ottimismo”. L’allarme potrebbe passare inosservato, annegato com’è nei tecnicismi, se non fosse che a lanciarlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), previsto dal fiscal compact,l’organo che deve controllare le stime sui conti pubblici fatte dal governo e bollinare il Documento di economia e finanza. Se non è una bocciatura poco ci manca, considerando che molte delle coperture previste dal documento su cui verrà costruita la legge di Stabilità-stando a quanto filtra – sono davvero in alto mare.  
Ieri, l’Ufficio presieduto da Giuseppe Pi-sauro ha pubblicato la lettera con cui ha validato le stime di crescita del Def, con molti dubbi. Il governo ha rivisto a rialzo quella del 2015, dallo 0,7 allo 0,9%, lasciando inalterate quelle del triennio successivo, tutte all’1,3%. Nel 2016 – si legge nel documento – la crescita si pone “al limite dell’intervallo previsto”. E questo perché il governo prevede quasi il massimo dell’apporto dai consumi delle famiglie , e va perfino oltre per l’impatto delle spese della Pa (+0,9%). Vista la crescita stima, per l’Upb l’esecutivo dovrà stare attento a non fare “stime troppo ottimistiche” sull’impatto della legge di Stabilità, perché si rischier e b b e d i a n d a r e “ f u o r i dall’intervallo di validazione”, cioè la bocciatura. Per il 2017-2018 va peggio, la crescita dei consumi sfora il massimo ipotizzabile. Ci sarebbero – ricorda l’Upb – anche gli sconquassi assestati all’economia mondiale dalla crisi dei Paesi emergenti.Tradotto:le stime sforano le più rosee previsioni. E il governo, diversamente dal passatosembraaveroptato-perconvenienza   – per una svolta keynesiana: considerà cioè che la spesa aggiuntiva in deficit ha un impatto sul Pil più elevato rispetto al passato.   ILPROBLEMAperò riguarda soprattutto le coperture. A Renzi e il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan servono 27 miliardi per la legge di stabilità, 16 dei quali per disinnescare le clausole di salvaguarda (in gran parte usate da Renzi per tappare i buchi della manovra 2014),su Iva e accise.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 22/09/2015.

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