sabato 12 settembre 2015

E Salvini divenne “nero ad honorem”

da l'Espresso

OPINIONI

Michele SerraMichele Serra

Satira preventiva



E Salvini divenne  “nero ad honorem”

Lo slogan “prendeteli a casa vostra” è stato preso alla lettera in tutta Europa. E il leader leghista 
viene lodato dal papa, dall’Onu e da Bono Vox

SECONDO AUTOREVOLI indiscrezioni, Matteo Salvini è candidato al Nobel per la Pace: il suo slogan “Perché non ve li prendete a casa vostra?” è stato infatti preso alla lettera in tutta Europa, dando una svolta decisiva al dramma dei profughi. «Non ci avevo mai pensato - ha dichiarato il pensionato bavarese Helmut Paulaner, che ospita a casa sua una famiglia di siriani -, poi ho visto quel signore in televisione che gridava con voce appassionata “perché non ve li prendete a casa vostra” e mi sono detto: già, perché no? Devo ringraziare il signor Salvini: senza la semplicità e la determinazione del suo appello, non avrei mai aperto la mia porta a quella povera gente».

BONO VOX Anche il leader degli U2, noto per le sue iniziative filantropiche, vuole conoscere Salvini. «Gli ho telefonato per complimentarmi - ha detto ai giornalisti - mi ha risposto vaffanculo, sei un fottuto comunista, ho subito capito che non si tratta del solito politico pomposo, ma di un uomo alla mano, capace di scherzare. Dunque non sei solo buono, gli ho detto, sei anche spiritoso! Ha grugnito qualcosa che non ho capito, il suo timbro di voce è identico al cantante dei Demon Drunk, penso che stesse citando un brano heavy metal, credo che abbia voluto ringraziarmi. È veramente fantastico che esistano politici come lui, in grado di risolvere, con una sola frase, problemi così gravi. Verrò presto in Italia per abbracciarlo».

IL PAPA Anche dal Papa sono venute parole di elogio per Salvini, «un vero e proprio eroe dell’accoglienza, che con parole semplici, facili da capire per chiunque, ci ha invitato ad aprire le porte delle nostre case. Dirsi cristiani è facile - ha aggiunto papa Francesco - esserlo davvero è più difficile. Il fratello Matteo ci ha spiegato come farlo. Noi lo dobbiamo ringraziare. E dobbiamo riflettere su quante volte abbiamo pensato male dei politici, dimenticando che anche dai politici può arrivare un segno così importante di pace e di fraternità». 

NAZIONI UNITE Il leader della Lega è stato invitato alle Nazioni Unite per una lectio brevis sull’accoglienza. La sua frase “perché non li prendete a casa vostra?”, tradotta in centoquaranta lingue, campeggia a Times Square, corredata da una immagine che sta facendo il giro del mondo: Gandhi, Nelson Mandela e Salvini che si stringono la mano. Stretto riserbo sul discorso, in mondovisione, di colui che ormai è considerato l’indiscusso leader planetario del multiculturalismo e della solidarietà. Si conoscono solo le primissime parole: «È tutto un equivoco, piantatela o mi farete morire dalla vergogna». Unanime l’interpretazione della stampa mondiale e degli osservatori internazionali: una lezione di umiltà e di understatement che giustifica l’appellativo di “nuovo Gandhi”, o anche “nuova madre Teresa”, con il quale Salvini è ormai conosciuto e amato in tutto il mondo. 

VITA RITIRATA L’impatto di Salvini con la sua travolgente fama comporta, ovviamente, qualche problema logistico. Secondo confidenze del suo staff, non può uscire di casa senza venire circondato da famiglie di profughi che gli fanno baciare i bambini e gli regalano i cibi tradizionali dei loro paesi, pregandolo di mangiarli insieme a loro in segno di amicizia: dalla zuppa di locuste allo zampone di cammello, non c’è delizia africana o asiatica che Salvini non abbia dovuto mangiare, “se no non lo lasciano andare via”. Già sovrappeso, si dice che il leader leghista ormai non riesca neanche a chinarsi per allacciarsi le scarpe. 

GADGET Da tutto il mondo arrivano a casa di Salvini regali e gadget che si ispirano alla sua straordinaria parabola umanitaria. Felpe con la sua foto e la scritta “ho fratelli in tutto il mondo”, la camicia verde senza bottoni progettata dallo stilista franco-congolese Bengo Frikaka (rimane sempre aperta in segno di accoglienza), la “polenta della pace” dono di un centro sociale di Bergamo, che anche dopo una prolungata cottura mantiene i colori arcobaleno. Ma il dono più significativo è sicuramente quello di una scuola elementare di Harlem: il diploma di “nero ad honorem” concesso, per la prima volta nella storia, a un bianco.

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