mercoledì 16 settembre 2015

Falciani: «Renzi contro gli evasori fiscali come Berlusconi: tutto fermo»

da il manifesto

Falciani: «Renzi contro gli evasori fiscali come Berlusconi: tutto fermo»

Intervista. Parla Hervé Falciani, l’insider dei conti in Svizzera. Sua la lista con 130 mila nomi oggi a disposizione dei governi. «Manca la volontà politica, perché in realtà gli strumenti tecnologici ci sarebbero: ad esempio il peer to peer»
 
Hervé Falciani, l'ingegnere informatico che ha svelato 130 mila nomi di presunti evasori fiscali con i conti in Svizzera 
Da Bor­deaux, dove si trova per lavoro, parla al mani­fe­sto Hervé Fal­ciani, l’ingegnere infor­ma­tico che con le sue rive­la­zioni ha tolto il sonno a molti dei 130.000 tito­lari di conti cor­renti sviz­zeri, pre­sunti eva­sori fiscali. L’unico vero cam­bia­mento, in Ita­lia, lo vede nel Movi­mento 5 Stelle e sulla lotta all’evasione fiscale non apprezza dif­fe­renze tra Renzi e Ber­lu­sconi. E sulla volon­tary disclo­sure, appena pro­ro­gata dal governo, ha una cer­tezza: «Serve solo a fare cassa».
Fal­ciani, come pro­cede la sua battaglia?
Spero diventi sem­pre meno la mia bat­ta­glia e un po’ più quella di tutti i cit­ta­dini, per­ché tutti pos­sano essere più coscienti e non venire più presi in giro dai poli­tici e da quanti vogliono farci cre­dere che non ci sono alternative.
In base alla sua espe­rienza è pos­si­bile trac­ciare una geo­gra­fia euro­pea dell’evasione fiscale?
Ci sono evi­den­te­mente paesi dove le leggi e il con­te­sto sociale hanno inde­bo­lito la lotta all’evasione fiscale. Credo che la minac­cia più grande arrivi dalle grandi mul­ti­na­zio­nali e dai mec­ca­ni­smi che uti­liz­zano per non pagare le tasse. Ci sono due aspetti molto impor­tanti. Il primo è l’importanza del change of value che con­sente loro di lasciare una pic­cola parte di atti­vità eco­no­mica in un paese e spo­stare tutto il resto nei paesi più con­ve­nienti. Inol­tre, è sem­pre più impor­tante la tra­sfor­ma­zione tec­no­lo­gica che stiamo vivendo nei sistemi di paga­mento. I paga­menti effet­tuati attra­verso vec­chi stru­menti come le carte di cre­dito, ad esem­pio, gio­cano un ruolo impor­tan­tis­simo nell’evasione fiscale. Solo modi­fi­cando que­sti due ele­menti pos­siamo vera­mente cam­biare le cose.
In Ita­lia come siamo messi?
L’Italia è cer­ta­mente uno dei paesi più espo­sti a que­sto feno­meno. L’era Ber­lu­sconi ha rap­pre­sen­tato un colpo molto duro alle leggi con­tro l’evasione. E anche adesso non vedo cam­bia­menti. Nel vostro paese ci sono grandi pos­si­bi­lità per cam­biare le cose, para­dos­sal­mente pro­prio gra­zie alla sem­pre minore fidu­cia che i cit­ta­dini hanno nella poli­tica. Penso al Movi­mento 5 Stelle. E ci sono oppor­tu­nità soprat­tutto sulla que­stione dei sistemi di paga­menti e delle tran­sa­zioni finan­zia­rie. Oggi pos­siamo gestire tec­no­lo­gi­ca­mente sistemi di paga­mento capaci di bypas­sare il sistema delle ban­che e degli inter­me­diari finanziari.
In che modo?
Non è un caso che ci siano già degli isti­tuti ban­cari che hanno inve­stito su que­sto tipo di infra­strut­ture, senza inter­me­diari finan­ziari. Baste­rebbe creare un sistema di paga­mento come il peer to peer per com­bat­tere l’evasione fiscale alla radice, evi­tando così la nascita di società off­shore o di para­disi fiscali. Se un governo domani deci­desse di gestire un sistema di paga­mento di que­sto tipo, come prima cosa abbat­te­rebbe note­vol­mente il costo di una tran­sa­zione finan­zia­ria. Oggi, tutte le volte che usiamo le carte di cre­dito paghiamo una com­mis­sione che si aggira intorno al 3%, per­cen­tuale che si somma anche ai costi di gestione del conto corrente.
Lei in pas­sato ha dichia­rato che Sil­vio Ber­lu­sconi, nel 2010, le disse che la sua lista non era uti­liz­za­bile. Qual­che set­ti­mana fa, la Corte di Cas­sa­zione con due sen­tenze ha defi­ni­ti­va­mente decre­tato la piena uti­liz­za­bi­lità della lista Fal­ciani nei con­ten­ziosi con l’amministrazione fiscale. Come com­menta que­sta decisione?
Que­sto non è avve­nuto solo in Ita­lia. È suc­cesso lo stesso in Sviz­zera, dove il mini­stro della giu­sti­zia ha sta­bi­lito che le infor­ma­zioni con­te­nute nella lista Fal­ciani pos­sono essere uti­liz­zate a patto che le infor­ma­zioni non siano state acqui­state. Quello che è avve­nuto in Ita­lia è soprat­tutto merito della pres­sione che c’è stata a livello internazionale.
Vede il governo Renzi sen­si­bile al tema della lotta all’evasione?
Non vedo alcuna dif­fe­renza con i governi pre­ce­denti. Nes­sun cambiamento.
In que­sti giorni in Ita­lia a molti eva­sori è con­sen­tito il rien­tro dei capi­tali dall’estero. Peral­tro, il fisco ita­liano con­sen­tirà anche a chi è pre­sente nella sua lista, di ade­rire alla «volun­tary disclo­sure», a patto che non sia ini­ziata nes­suna forma di accer­ta­mento. Lei crede che misure di que­sto tipo siano efficaci?
Sono prov­ve­di­menti buoni solo per fare cassa in poco tempo, in un clima di con­ti­nua emer­genza che viene creato dai mer­cati e dalla stessa finanza. Pro­prio per que­sto insi­sto molto sui sistemi di paga­mento alter­na­tivi. Chi ade­ri­sce allavolun­tary disclo­sure, una volta dichia­rati i capi­tali, può lasciarli tran­quil­la­mente all’estero. È ovvio che dopo con­ti­nuerà a movi­men­tarli ovun­que voglia. È vero che da quel momento dovrà ren­dere visi­bile una parte delle pro­prie atti­vità, ma in cam­bio avrà evi­tato le multe. Sono i limiti di misure di que­sto tipo.
Lei crede che oggi la poli­tica sia “con­trol­lata” dalla finanza? Che ci siano casi in cui i governi siano, di fatto, assog­get­tati ai poteri finanziari?
Que­sti poteri sono gli unici ad essere ascol­tati, gra­zie anche alla forza delle lobby. Quando vediamo che come gover­na­tore della Banca di Fran­cia è stato chia­mato Vil­le­roy de Galhau, l’ex diret­tore della BNP Pari­bas, banca pre­sente con le sue filiali nei para­disi fiscali (come recen­te­mente rive­lato da France Info,ndr), capiamo per­ché il cam­bia­mento non può certo venire da loro. Ci sono esperti della società civile, pre­senti nelle Fon­da­zioni, nell’economia e nelle uni­ver­sità, molto più adatti a pro­muo­vere il cam­bia­mento necessario.
In Ita­lia chi ha mostrato inte­resse per la sua battaglia?
Il Movi­mento 5Stelle, come sin­gole per­so­na­lità Anto­nio Di Pie­tro e molti magi­strati che cono­scono bene il pro­blema dall’interno. Mi dà molto dispia­cere con­sta­tare che con gli altri par­titi non c’è stato modo nean­che di scam­biare due parole.
Per­ché secondo lei l’evasione fiscale è così tol­le­rata a livello sociale?
Per­ché non è com­presa fino in fondo.
Forze poli­ti­che come la greca Syriza, la spa­gnola Pode­mos, e in Ita­lia Movi­mento 5 Stelle si sono mostrate le più vicine ai temi da lei sol­le­vati.
Hanno capito che non si tratta di met­tere altre tasse, ma di toglierle agli unici cit­ta­dini che le pagano.
Dome­nica si vota in Gre­cia, paese di grandi evasori…
Ale­xis Tsi­pras, Syriza, Yanis Varou­fa­kis cono­scono bene i cam­bia­menti neces­sari e possibili.
Nes­sun con­tatto con il Vati­cano? Papa Fran­ce­sco sta rin­no­vando pro­fon­da­mente la Chiesa, potrebbe anche chia­marla, non crede?
Sto sem­pre aspet­tando un segnale divino.

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