sabato 19 settembre 2015

“I tg oscurano il M5S, servono nuove leggi sull’informazione”

“I tg oscurano il M5S, servono nuove leggi sull’informazione” (LUCA DE CAROLIS)

ficoL’INTERVISTA/1.

Roberto Fico Il presidente della Vigilanza sulla Rai: “Mediaset, Sky e viale Mazzini danno spazio solo a Renzi e Berlusconi, noi facciamo paura”.

Il Movimento è stato cancellato da Mediaset e ridotto al minimo sui tg Rai. I membri dell’Agcom devono dimettersi, ma è tutto il sistema che va cambiato:stanno uccidendo il diritto all’informazione”. Roberto Fico, deputatodelM5sepresidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, spiega così la protesta dei 5Stelle, che ieri hanno presentato tre esposti al garante per le comunicazioni “per la mancanza di pluralismo televisivo nelle testate Rai, Mediaset e Sky”.   Vi sentite boicottati?   I numeri di Open tg, il nostro sito che diffonde i dati dell’Agcom,sono chiarissimi.
A giugno e luglio,il Movimento ha avuto solo il 3 per cento del tempo sul Tg4 e addirittura nulla su Studio Aperto (Italia Uno), a fronte dell’oltre 70 per cento per Forza Italia. Sul Tg1 non va molto meglio: in luglio ci hanno dato solo l’8 per cento dello spazio, mentre al governo è stato riservato il40 e il Pd ha avuto il 20.Maggioranza e governo traboccano anche su Sky,con oltre il 70 per cento. Noi quasi non esistiamo.   Perché?   Siamo stati oscurati nel momento in cui il messaggio del Movimento è stato recepito in modo più profondo dai cittadini. Facciamo paura. Ma non sarà qualche tg a fermarci.   Però vi lamentate.   In gioco ci sono gli spazi democratici , e l’Agcom non ha fatto nulla. Eppure ha i poteri per intervenire, con multe salate e obbligando i canali a riequilibrare. Ma è rimasta ferma, soprattutto di fronte alla scandalosa situazione su Mediaset. Forse dipende dal fatto che tra i suo membri c’è il forzista Antonio Martusciello?   Conflitto di interesse?   Se il controllore viene lottizzato dal controllato,il sistema salta.   E quindi?   C r e d o c h e i c o n s i g l i e r i dell’Agcom debbano dimettersi. Ma il dato principale è che bisogna cambiare le norme. Attualmente il Consiglio viene nominato da governo e Camere, cioè dai partiti. Questo legame va reciso, e per farlo presenteremo un ddl, da qui a un mese.   Basterà?   No, e infatti lavoriamo a una legge più complessiva, per la tutela del pluralismo nelle tv. Metteremo alcuni paletti, tutelando sempre la libertà di informazione.   Esiste una legge sulla par condicio.   È una legge del 2000, ormai medioevale, basata solo sul concetto di tempo di parola e non sulla qualità. Il Tar ha detto che bisogna tenere conto anche di come viene trattata la notizia, del tipo di domande e di inquadrature. Ci vuole un giusto connubio tra durata e qualità dei servizi.   Ne ha parlato con la presidente Maggioni e il dg Campo Dall’Orto?   No, ma presto riceveranno una mia interrogazione sugli spazi nei tg.È un tema che tocca anche altre forze politiche, ed è mio dovere difenderle come presidente della Vigilanza. Va rispettato un equilibrio che è alla base di una democrazia sana, perché è un interesse che riguarda tutti.   Il Pd protesta per le interviste a Di Maio e Di Battista a Ballarò. E ha spinto per la convocazione in Vigilanza del direttore di Rai3 Vianello.   Non c’è stata alcuna violazione. Martedì discuteremo con lui dei talks how,non ci saranno processi.
Articolo intero su il Fatto Quotidiano del 19/09/2015.

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