mercoledì 23 settembre 2015

Il governo si prende le intercettazioni

da il manifesto
POLITICA

Il governo si prende le intercettazioni

Giustizia. Passa alla Camera con i voti di Pd e Ncd l'articolo del ddl sulla giustizia penale che delega il governo a riformare le norme sulle intercettazioni. Critici non solo M5S e Sel, ma anche gli avvocati penalisti e la Federazione della stampa. Il ministro Orlando: "Ci sarà un 'tavolo tecnico' di esperti, con tutti gli operatori che utilizzano questi strumenti". Compresi i giornalisti.

 
Il guardasigilli Andrea Orlando

Non piace a tanti l’articolo del ddl sulla giu­sti­zia penale che delega il governo a rifor­mare le norme sulle inter­cet­ta­zioni. Appro­vato a Mon­te­ci­to­rio con i voti di Pd e Ncd, il prov­ve­di­mento viene boc­ciato da Ms5 e Sel, dalla Fede­ra­zione nazio­nale della stampa e anche dall’Unione delle camere penali. A tutti risponde il guar­da­si­gilli Andrea Orlando, che prova a get­tare acqua sul fuoco: “Non c’è nes­sun man­dato e non abbiamo chie­sto nes­sun man­dato al par­la­mento per limi­tare le inter­cet­ta­zioni come stru­mento di inda­gine. Lo stru­mento è fon­da­men­tale nella lotta ai gravi feno­meni di carat­tere cri­mi­nale, non se ne può fare a meno”.
A detta dell’esecutivo, la delega per­met­terà di affron­tare il tema delle inter­cet­ta­zioni in un “tavolo tec­nico” di esperti: “Ne faranno parte tutti gli ope­ra­tori che più diret­ta­mente uti­liz­zano que­sti stru­menti – pre­cisa Orlando – e chia­rirà le inten­zioni del governo, facendo giu­sti­zia delle molte illa­zioni cir­co­late in que­sti giorni. L’obiettivo è quello di tute­lare le per­sone non coin­volte nei pro­ce­di­menti, e impe­dire la dif­fu­sione di infor­ma­zioni che non abbiano rile­vanza penale con tutti gli accor­gi­menti tec­nici neces­sari”.
Intanto rischia di scom­pa­rire la pro­get­tata udienza fil­tro per la sele­zione di quelle inter­cet­ta­zioni rile­vanti ai fini della custo­dia cau­te­lare. Al suo posto si parla di “sele­zione del mate­riale inter­cet­ta­tivo nel rispetto del con­trad­dit­to­rio tra le parti, e fatte salve le esi­genze di inda­gine”. Que­sto pro­voca la pro­te­sta degli avvo­cati pena­li­sti: “Si priva la difesa di ogni con­trad­dit­to­rio sulle scelte in merito allo stral­cio di con­ver­sa­zioni cap­tate irri­tual­mente e inu­ti­liz­za­bili, o comun­que non rile­vanti ai fini del pro­ce­di­mento penale, per pre­ser­varle dalla dif­fu­sione lesiva della pri­va­tezza, dell’onore e della repu­ta­zione delle per­sone inter­cet­tate”.
Anche la Fnsi non è sod­di­sfatta dello stato dell’arte: “Nel pren­dere atto della volontà di non limi­tare la libertà di stampa e il diritto di cro­naca, annun­ciata dall’onorevole Wal­ter Verini – osserva il segre­ta­rio gene­rale Raf­faele Lorusso — è auspi­ca­bile che ven­gano adot­tati atti con­se­quen­ziali. Non si tratta di invo­care l’impunità e nean­che di giu­sti­fi­care even­tuali abusi, ma di pren­dere atto che la rile­vanza pub­blica di una noti­zia pre­scinde dalla rile­vanza penale della stessa. La con­di­vi­si­bile esi­genza di tute­lare la riser­va­tezza delle per­sone non può giu­sti­fi­care alcuna forma di bava­glio, ma deve tenere conto del fatto che chi rive­ste una carica pub­blica deve accet­tarne onori e oneri, a comin­ciare da una pri­vacy atte­nuata rispetto a quella dei cit­ta­dini comuni”.
A Lorusso risponde lo stesso Verini: “Un mio ordine del giorno impe­gna il governo, nell’ambito nell’esercizio della delega in mate­ria di inter­cet­ta­zioni, a coin­vol­gere, oltre agli orga­ni­smi rap­pre­sen­ta­tivi dell’ordinamento giu­di­zia­rio, anche quelli del mondo dell’informazione inte­res­sati dalle nuove norme come, ad esem­pio, il con­si­glio dell’Ordine dei gior­na­li­sti e la Fede­ra­zione nazio­nale della stampa”. Il capo­gruppo Pd in com­mis­sione giu­sti­zia è anche l’autore dell’emendamento ribat­tez­zato “salva Iene”: non riguar­derà chi eser­cita il diritto di cro­naca il nuovo delitto che col­pi­sce chi dif­fonde con­ver­sa­zioni cap­tate frau­do­len­te­mente per recare danno alla repu­ta­zione. Salve quindi le regi­stra­zioni con tele­ca­mera nasco­sta, sie eser­ci­tando il diritto di cro­naca che per la difesa nel pro­cesso. In que­sto caso hanno votato a favore Pd, Ncd e Fi, men­tre M5s e Sel si sono astenuti.

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