lunedì 7 settembre 2015

Il governo si scorda il “nero”: così Renzi&Co. salvano gli evasori

Il governo si scorda il “nero”: così Renzi&Co. salvano gli evasori (BRUNO TINTI)

evasione fiscaleDIETRO GLI SPOT.

Delega fiscale Legge inutile: penale svuotato e soglie assurde. Ma B. non c’è più e nessuno protesta.

Delle cose stupide e velleitarie contenute nella delega fiscale ho già scritto.   Il “nero”, responsabile di un’evasione fiscale di 130 miliardi circa all’anno, è considerato un peccato veniale, dunque un reato minore (dichiarazione infedele) punito da 1 a 3 anni, il che significa prescrizione assicurata e comunque certezza, in caso di condanna, di non fare nemmeno un giorno di prigione. E sono previste assurde soglie di punibilità che, proprio per il “nero”,sono pari a 150.000 euro di imposta evasa; con il che mettersi in tasca ogni anno 300.000 euro (questo è il “nero” corrispondente a un’imposta di 150.000 euro) non è reato mentre rubare un portafogli con 1000 euro dentro costa da 1 a 6 anni di galera.  
TUTTO CIÒ non è ritenuto rilevante da Renzi&C che perseverano nel loro progetto di liberalizzazione dell’evasione fiscale. Però, siccome questa legge-vergogna si differenzia da quelle analoghe di B perché non prevede un beneficiario ben individuato, è difficile capirne il perché. Gli uomini non sono buoni per loro natura. Forte è la loro inclinazione a commettere azioni malvagie, per ira, odio, convenienzapersonale. Questa tentazione è frequente.   Un marito picchia abitualmente la moglie:lei stessa e i familiari sono impotenti. La giustizia non aiuta, con la sua inefficienza. Presto o tardi nelle vittime montano l’ira e l’odio.Lo ucciderebbero volentieri questo bruto. Ma raramente lo fanno. Perché? Perché ad ammazzare un uomo si va in prigione. È la paura della sanzione che li trattiene. Non sempre ma spesso. E quanti, in situazione di estrema indigenza, hanno la tentazione di rubare? Si vedono circondati da persone abbienti, che hanno tutto, e loro non hanno niente.Ma la prospettiva della prigione li trattiene.   La sanzione è   l o s t r u m e n t o dello Stato per garantire controllo sociale. Cosa succederebbe se omicidi, rapine, furti, violenze fossero privi di sanzione? Molti li commetterebb e r o . P e r c h é questo elementare sinallagma   – trasgressione /sanzione – non dovrebbe valere per l’evasione fiscale? Perché la minaccia del castigo (più o meno concreta) è ritenuta necessaria per ogni tipo di illecito ma è considerata superflua per l’illecito tributario? Complicità legata a vantaggi politici o assoluta insipienza? Questa seconda ipotesi pare avvalorata dalle velleitarie previsioni in materia di interpello, che si intende potenziare oltre misura, dedicandovi una cospicua quantità di risorse.   L’IDEA è che il contribuente può chiedere in anticipo il parere del Fisco.Va bene così? Se il Fisco gli risponde di sì, tutto a posto; in caso contrario deve rinunciare al suo progetto e rispettare le indicazioni che gli sono date.   Una cosa che più sciocca non potrebbe essere stata pensata. I c o n t r i b u e n t i non hanno nessuna voglia diraccontare al Fisco i fatti propri. Se pensano che ci sia una strada per pagare meno imposte, non vanno certo a chiedere prima se si può fare. Confidano sul fatto che gli accertamenti sono inferiori al 10 % delle dichiarazioni presentate e che dunque un controllo è poco probabile . Non per niente il consiglio dei commercialisti è sempre: guarda che se poi ti dicono di no sei fregato; facciamo come meglio ci conviene e incrociamo le dita.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 06/09/2015.

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