sabato 19 settembre 2015

Il gran giorno dell’accrocco: Renzi e ribelli, tutti pronti a cantare vittoria

Il gran giorno dell’accrocco: Renzi e ribelli, tutti pronti a cantare vittoria (WANDA MARRA)

minoranza-pdDIETRO LE QUINTE.

Mediazione Posti in lista e “considerazione” per la minoranza.

Loro vogliono contare.Cioè, vogliono essere considerati da Matteo”. “Loro”sarebbero la minoranza del Pd e a parlare è un fedelissimo del premier. Messa così, sembrerebbe quasi una questione psicologica. E per quanto quella del Senato sia anche una guerra di nervi, ovviamente è troppo poco.In gioco c’è la credibilità politica oggi e la ricandidatura alle elezioni domani. Ieri gli “eserciti”, quello renziano e quello della minoranza (Bersani in testa), lanciavano segnali di pace. In realtà stanno ancora discutendo. La mediazione individuata è inserire il listino al comma 5 dell’articolo 2, l’unico dichiarato emendabile da Anna Finocchiaro, introducendo il principio della designazione dei futuri senatori-consiglieri.
Formula tipo: “Sulla base dell’indicazione degli elettori secondo quanto stabilito dalle leggi regionali” (ancoradafare,peraltro). Così Renzi potrebbe dichiarare che l’articolo 2 non è stato toccato, la minoranza che ha ottenuto l’elettività del Senato e Grasso (il quale adesso vede la possibilità di una mediazione in “zona Cesarini”) che la sua decisione sull’eventuale inemendabilità deriva da un accordo politico. Il compito di trovare l’accroccotecnico è in mano alla Boschi (che lavora insieme a Bassanini e al gruppo di Astrid) e alla Finocchiaro, che avrà il mandato del governo di fare gli emendamenti necessari. Se tutto va come deve andare. Perché c’è chi dice che inserire il listino nell’art. 2 è impossibile, e dunque andrebbe messo al 33. Non a caso i falchi renziani mettono le mani avanti e cantano vittoria comunque. Carbone su Twitter: “Tutto questo casino e poi sì al listino. Evviva!”.   EPOI, c’è l’articolo 1, sui poteri delSenato:previstivotisegreti sui quali il governo potrebbe andare sotto e vedersi stravolta la riforma. Ma se anche gli accordi tenessero, la partita potrebbe essere rimandata alla lettura finale delle riforme.Perché un momento dopo l’ultimo voto,con Italicum pronto all’uso, la minaccia delle urne di Renzi sarebbe più forte.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 19/09/2015.

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