giovedì 3 settembre 2015

IL TENTATIVO DI PIEGARE I NUMERI

IL TENTATIVO DI PIEGARE I NUMERI (STEFANO FELTRI)

gufiSpin L’obiettivo è creare confusione sui dati e rendere difficile valutare le politiche pubbliche.

Il titolo dell’intervista di Matteo Renzi al Corriere della Sera, domenica scorsa, era questo: “In arrivo dati positivi, le unioni civili si faranno”. Lunedì l’Huffington Post pubblica un retroscena: “Istat, il governo ottimista sui nuovi dati sull’occupazione”. A Palazzo Chigi“ora si respira ottimismo:i nuovi dati sull’occupazione che l’Istat diramerà domani, questa volta molto probabilmente saranno positivi”. Eppure la politica non dovrebbe conoscere in anticipo i dati ufficiali sull’economia.   Da alcuni anni,l’Istat è molto attento a comunicare in anticipo il calendario dei suoi comunicati: la puntualità e la prevedibilità sono cruciali per garantire che i dati siano credibili.
Ci si potrebbe mai fidare di un istituto di statistica che anticipa i dati positivi sul Pilintempo per una conferenza stampa del premier o li ritarda per evitargli domande scomode in un talk show? O v v i a m e n t e no. In Grecia il dato trimestrale sul balzo del Pil (+0,9 per cento) giusto prima delle elezioni anticipate è guardato con sospetto perché l’Istat greco non è stato ancora reso completamente indipendente dal governo, nonostante i ripetuti richiami europei.   In una intervista al Fatto, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva ha parlato di un “caos desolante” sull’uso dei dati sul lavoro e ha proposto che sia il suo istituto a coordinare, con ministero del Lavoro e Inps,un monitoraggio ordinato dell’effetto delle riforme su occupazione e crescita. Ma il governo ha un altro approccio. Quando si avvicina un comunicato Istat importante, il ministero del Lavoro diffonde un suo monitoraggio sull’occupazione (che non è una statistica), spesso i dati sono piegati alle esigenze della propaganda. L’ultima volta il ministro Giuliano Poletti ha esagerato e ha comunicato che nei primi sette mesi del 2015 si erano registrati 630.585 contratti a tempo indeterminato in più, ma aveva sbagliato le addizioni, erano solo 327.758 Palazzo Chigi invece fa precedere i comunicati Istat da una raffica di retroscena che raccontano come al governo riescano a stento a trattenere l’entusiasmo, pregustando le notizie positive in arrivo. L’Istat poi comunica variazioni da zero virgola o dati che richiedonoquantomeno prudenza (è una buona notizia se tornano a lavorare solo gli over 50 mentre i giovani fino a 34 restano disoccupati? E si può esultare se il Pil cresce di poco ma il motore dell’export si è fermato?). E subito il governo parte con la grancassa: ieri addirittura un videomessaggio di Renzi e una sequenza di tweet del suo portavoce Filippo Sensi, di questo tenore: “Poi c’era la propaganda, il galleggiamento, già, me li ricordo #theysaid”. Servono a spiegare ai giornali come raccontare i dati. Di solito funziona.   Ma come fa Renzi a sapere in anticipo quali saranno i dati dell’Istat?Haunsofisticatosistema di previsioni a Palazzo Chigi che gli permette di bruciare sul tempo le statistiche ufficiali? Strano che nessuno ne sappia nulla.Oppure ha talpe dentro l’Istat che gli sussurrano i numeri in anteprima?Difficile.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 02/09/2015.

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