sabato 12 settembre 2015

La ripresina è slow

da il manifesto
ECONOMIA

La ripresina è slow

Rapporto Coop Italia 2015. Presentato il puntuale studio sui consumi degli italiani curato dalla più grande azienda della grande distribuzione italiana. Una ricerca ricca di dati che conferma una ripresa economica molto timida (+ 0,7%) e la fotografia di "un'Italia bipolare schizofrenica". Cresce il divario tra nord e sud, ricchi e poveri, anziani e giovani. "Il governo deve evitare l'aumento dell'Iva e approvare la legge sulle aperture festive", dice il presidente Marco Pedroni


Eppur si muove. Anche se si tratta di una ripre­sina slow molto timida. Non lo dice Mario Dra­ghi, in estrema sin­tesi que­sto è il succo del Rap­porto Coop 2015 pre­sen­tato a Milano. Non indige­sto come gli anni pre­ce­denti, ma quel più 0,7% di cre­scita resta pur sem­pre poca cosa se messo in rela­zione con una reces­sione che “è costata lacrime e san­gue alle fami­glie ita­liane che hanno lasciato sul piatto dal 2007 ad oggi 122 miliardi di euro” (47 miliardi di minori risparmi e ben 75 miliardi di minori consumi).
Que­sti e altri dati inte­res­santi sui con­sumi resti­tui­scono un’immagine piut­to­sto nitida degli ita­liani a sette anni dalla crisi, descri­vendo un’Italia “bipo­lare e schi­zo­fre­nica”. In buona sostanza signi­fica che nono­stante il pre­sunto accenno di ripresa stanno cre­scendo le disu­gua­glianze nei ter­ri­tori e tra le per­sone. Il sud è sem­pre più povero (tra Trento e la Cala­bria cor­rono più di 1.000 euro di dif­fe­renza nella spesa men­sile), la for­bice gene­ra­zio­nale è sem­pre più larga (gli under 35 spen­dono 100 euro al mese in meno degli over 65, dato che da solo spiega la lenta ago­nia del nostro paese). Altri numeri sem­brano stra­nezze e invece sono straor­di­na­ria­mente interessanti.
C’è stata una dimi­nu­zione del con­sumo di alcol e con­tem­po­ra­nea­mente un’impennata di acqui­sti di cham­pa­gne. Siamo il popolo che fuma di meno d’Europa ma siamo meda­glia d’oro per il con­sumo di can­na­bis. Le culle sono vuote ma nelle case ci sono 60 milioni di ani­mali dome­stici. Siamo il popolo più pale­strato d’Europa e il più con­nesso. Il “benes­sere”, dicono i rela­tori, è una vera e pro­pria reli­gione che spinge alcuni con­sumi spe­ci­fici. Il focus sul cibo, ovvia­mente, è il più pun­tuale. Il bio­lo­gico è il mer­cato più in espan­sione, auten­tica mania, ma niente supera quel più 18% di con­sumo di cibo etnico. Com­plice l’Expo, forse. L’esposizione uni­ver­sale è stata un suc­cesso: “Più di 1 milione e 100 mila biglietti ven­duti attra­verso i nostri canali e fino ad ora 900 visi­ta­tori al nostro super­mer­cato tec­no­lo­gico all’Expo”.
L’azienda Coop Ita­lia, spiega il pre­si­dente Marco Pedroni, sostan­zial­mente ha tenuto per­ché ha pun­tato su una poli­tica di ridu­zione dei prezzi e pro­mo­zioni mirate: con gli sconti ci ha perso ma con l’aumento dei volumi di ven­dita ha rad­driz­zato i bilanci. “Ma per la grande distri­bu­zione è sem­pre un momento dif­fi­cile”, spiega Pedroni. Un’azienda così (lea­der in Ita­lia con il 19% della quota di mer­cato nella grande distri­bu­zione) è sem­pre inter­lo­cu­tore di un certo peso con tutti i governi. Cosa chiede Coop Ita­lia al governo Renzi? “Al governo chie­diamo di rag­giun­gere gli obiet­tivi annun­ciati per evi­tare l’aumento dell’Iva così come ci preme inol­tre che il Senato approvi, dopo la Camera, la legge sulle aper­ture festive e che giunga ad esito posi­tivo la legge con­tro lo spreco ali­men­tare. Più in gene­rale rite­niamo che sia neces­sa­rio varare una poli­tica di soste­gno alle fami­glie e al ceto medio, il più schiac­ciato dai sette anni di crisi. Libe­rare risorse a van­tag­gio delle fami­glie è per noi la priorità”.

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