venerdì 11 settembre 2015

L’AMACA

L’AMACA del 10/09/2015 (Michele Serra)

MI SONO perso i Casamonica da Vespa. Chissà se si erano portati, per fare colore, anche l’orchestrina tzigana e i cavalli col pennacchio. Quando ho acceso su Raiuno era molto tardi e tutto pareva tranquillo, tutto in regola, tutto secondo le norme vigenti, niente che confliggesse con l’etica condivisa e il dettato della Commissione parlamentare di vigilanza. C’era la Meloni in assetto da vamp quirite che diceva “guera” con una “ere” sola, come Alberto Sordi nei film di Steno. Era lì tal quale l’avevamo lasciata prima dell’estate, speriamo sia andata almeno un paio di settimane in vacanza, povera figlia.
Se vi dico della Meloni è perché secondo me Vespa ha sbagliato per disperazione. Il casting di uno che va in onda quasi ogni giorno è il classico lavoraccio. Salvini con la felpa, Meloni con i boccoli, Brunetta con il ghigno, qualche renziano imberbe che parla come un iPad dimenticato acceso, quando va bene un criminologo, un sondaggista, e come volto nuovo, come novità frizzante, un sottosegretario al bilancio. Per forza uno poi sbraca: se già a settembre la solfa è quella, la tentazione di invitare i Marsigliesi, o i Thugs, o addirittura gli ultras, è irresistibile.
Da La Repubblica del 10/09/2015.

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