lunedì 14 settembre 2015

L’AMACA

L’AMACA del 13/09/2015 (Michele Serra)

IN questi giorni si sente ripetere spesso che Merkel avrebbe aperto le porte ai profughi perché la scelta è “conveniente” per la Germania. E lo si dice con malizia, che è conveniente, come per smascherare un’ipocrisia, per rivelare che sotto l’involucro umanitario esiste un calcolo di utilità: furba, la cancelliera, che fingendo di essere “buona” importa lavoratori giovani per poter pagare le pensioni dei tedeschi tra vent’anni. Per dire la verità, i discorsi di tipo utilitaristico sull’immigrazione vengono fatti da molti anni. E non per cinismo, ma perché nessuna questione, piccola o grande, può essere affrontata senza valutarne l’impatto pratico, i costi e i ricavi.
E che l’immigrazione, in Paesi che invecchiano irrimediabilmente e hanno un tasso di natalità molto ridotto, possa essere conveniente, è cosa che viene ripetuta da decenni da istituti economici e leader politici non per questo imputabili di furbizia; semmai, di realismo. Se gli ambienti xenofobi e la destra più sciocca (entrambi, in Italia, ben rappresentati in Parlamento e nelle edicole) non avessero perso tempo e sprecato fiato, per anni, contro il fantasma del “buonismo”, loro autentica ossessione, avrebbero preso atto da tempo che bontà e cattiveria c’entrano molto relativamente. C’entra, piuttosto, la capacità di governare con umanità e intelligenza (facoltà non necessariamente disgiunte) un cataclisma geografico, politico, economico. Come ha fatto Merkel.
Da La Repubblica del 13/09/2015.

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