sabato 19 settembre 2015

No Triv, le regioni verso il referendum

da il manifesto
POLITICA

No Triv, le regioni verso il referendum

Sblocca Italia. L’annuncio del governatore Emiliano: in otto schierate contro il decreto

 
Il governatore della Puglia Michele Emiliano

I pre­si­denti di otto regioni ita­liane (Puglia, Molise, Basi­li­cata, Abruzzo, Cala­bria, Mar­che, Sar­de­gna e Sici­lia) pro­vano a stop­pare l’ok ai son­daggi in mare tra­mite la pra­tica dell’air gun e le tri­vel­la­zioni pre­sente nello Sblocca Ita­lia, pre­vi­ste nel mar Adria­tico e nello Ionio, decreto già oggetto in que­sti giorni di una rac­colta di firme su un refe­ren­dum abro­ga­tivo pro­po­sto dall’associazione Pos­si­bile di Pippo Civati. L’occasione per annun­ciare l’indizione di un refe­ren­dum è stata la loca­tion della Fiera del Levante a Bari inau­gu­rata una set­ti­mana fa tra le pole­mi­che per l’assenza del pre­mier Renzi volato negli Sta­tes per la finale di Us Open tra le ten­ni­ste pugliesi Vinci e Pen­netta. L’annuncio è arri­vato durante una con­fe­renza stampa a cui hanno preso parte tutti i pre­si­denti delle regioni a par­tire da Michele Emi­liano, tranne per le Mar­che rap­pre­sen­tate dall’assessore regio­nale all’Ambiente Sciapichetti.
Nel corso della riu­nione di ieri sono stati anche appro­vati i que­siti che saranno inse­riti in un’unica deli­bera che sarà sot­to­po­sta ai Con­si­gli regio­nali per chie­dere l’indizione del refe­ren­dum. I Con­si­gli regio­nali che discu­te­ranno la deli­bera sulle tri­vel­la­zioni lo faranno entro fine mese: oggi sarà il turno della Basi­li­cata che deli­be­rerà il prov­ve­di­mento, a seguire le Mar­che, il Molise, la Puglia, l’Abruzzo e la Sar­de­gna che lo faranno il 22 set­tem­bre, la Sici­lia il 23, il Veneto il 25 e la Cala­bria il 28 settembre.
«Abbiamo deciso di soste­nere nelle aule delle varie regioni le deli­bere che chie­de­ranno l’indizione di un refe­ren­dum per la dichia­ra­zione di inco­sti­tu­zio­na­lità di alcune norme che con­sen­tono le ricer­che e le tri­vel­la­zioni mine­ra­rie nel nostro mare» ha dichia­rato Michele Emi­liano che ha fatto gli onori di casa. «Non una impu­gna­tiva dello Sblocca Ita­lia ma solo di quelle parti che con­sen­tono que­ste atti­vità. Non vogliamo bloc­care l’attività del governo o il suo indi­rizzo ener­ge­tico ma fare in modo che venga con­di­viso da tutti» ha pre­ci­sato il gover­na­tore pugliese a nome di tutti i colleghi.
«Abbiamo for­mu­lato i que­siti in modo stret­ta­mente con­nesso alle norme che con­sen­tono le atti­vità di ricerca e sfrut­ta­mento dei gia­ci­menti petro­li­feri in mare. Lo Sblocca Ita­lia viene impu­gnato — ha riba­dito Emi­liano — solo nei limiti nei quali age­vola e cam­bia le norme ordi­na­rie che sono pre­vi­ste per que­sto tipo di atti­vità».
L’iniziativa ha comun­que un valore poli­tico impor­tante, visto che è la prima volta che diverse regioni ita­liane si alleano per rea­liz­zare un pro­getto di futuro con­di­viso che con­tra­sta con la visione del governo nazio­nale. «Il Mez­zo­giorno è una grande oppor­tu­nità per tutta l’Italia — ha con­cluso Emi­liano -. Oggi abbiamo assunto una grande respon­sa­bi­lità e dovremo essere coe­renti in tutti gli atti per­ché sono quelli che cam­biano vera­mente le cose».

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