venerdì 18 settembre 2015

Prima i soldi, poi il posto Ecco le nomine alla Renzi

Prima i soldi, poi il posto Ecco le nomine alla Renzi (MARCO FRANCHI)

POLTRONISSIMA.

Gabriele Beni ha dato 25 mila euro alla Fondazione Open, è nel cda di Ismea.

Potesse, Matteo Renzi nominerebbe se stesso ovunque. In alternativa si procede, a ritmo serrato, con gli amici o gli amici degli amici. Di norma, il requisito è la“c”aspirata,s’intende quel marchio di provenienza fiorentina che contraddistingue i nomi che stanno intasando enti pubblici, colossi statali e apparati ministeriali. Un elenco noto, e messo in fila in un’inchiesta dell’Espresso in edicola oggi.   VENIAMO agli amici. “Ne parlo tutti i giorni di meritocrazia, il problema è realizzarla”, spiegava il nostro a settembre 2014. Negli stessi giorni, il ministero dell’Agricoltura – guidato dall’ex bersaniano Maurizio Martina, anima dialogante della minoranza pd ma vicino all’ingresso nel renzismo a pieno titolo – nominava Gabriele Beni,amico del premier, nel cda di Ismea, l’ente economico del ministero che si occupa di finanziamenti alle imprese agricole.
Ufficialmente la nomina è di Martina in persona. Fiorentino doc, classe1962,Beni è ultimo diuna famiglia di imprenditori calzaturieri. È l’ideatore delle snikerstricolori-le“D’Acquasparta” – con cui Renzi sbarcò a Genova per salutare il cadavere della Costa Concordia.   Il cursus honorum è tipico del giglio magico renziano. A giugno 2014, Beni è tra gli imprenditori che (a proprie spese) hanno accompagnato il premier in un viaggio in Cina. A partire da quella estate, compare tra i nuovi finanziatori (25 mila euro) della fondazione Open, la cassaforte politica del presidente del Consiglio.Benigiàsiedenelcda della fiorentina Sici (seimila euro lordi di compenso annuo), Sviluppo imprese centroItalia ,partecipatadaMontepaschi (dove è consigliere nella controllata Capital service,per20milaeurolordiannui), Fidi Toscana (la finanziaria regionale che ha garantito parte di un mutuo acceso dalla Chil Post, l’azienda del padrediRenzi,poifallita)ealtre banche toscane.  Finoal2013,Sicierapresieduta da Umberto Tombari, nel cui studio, a Firenze, lavorava il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, anche lei in passato nel vertice della stessasocietà.Nel2014,D’Acquasparta è entrata sotto il controllo della Calzaturificio Gabriele srl di Beni, società che ha chiuso il bilancio 2014 conunfatturatodi8milioni,in crescita sul 2013, ma in forte calo dal 2011 (14 milioni) – ma parte dei ricavi sono girati alla holding controllante di famiglia – e indebitata per altri 9.   Cosa ci fa un imprenditore delle calzature in un ente che si occupa di agricoltura? “È u- na vera e propria banca agricola, ho un lungo passato di amministratore, in Montepaschi (dal 2008, ndr), per cui ho lavorato pure a Bruxelles”, spiega al Fatto Beni, che non vuole commentare la sua amicizia con il premier. Perchè proprio lui allora? “Non ho chiesto nulla io, mi ha cercato il ministero, la nomina è del ministro”. Beni siede nel cda (37 mila euro lordi annui) che lo ha designato vicepresidente, una carica senza nessuna delega operativa. Contattato dal Fatto, il ministero non ha fornito spiegazioni.   Poi ci sono gli amici degli amici. Come Claudio Costa-magna – che il premier ha nominato alla presidenza della Cassa depositi e prestiti, dopo aver defenestrato Franco Bassanini – ex banchiere di Goldman Sachs, portato a Renzi dall’amico Marco Carrai. Ma anche amico del faccendiere Luigi Bisignani, condannato per la maxitangente Enimont e la P4. In quest’ultima inchiesta, il nome di Costamagna compare in una chiamataconBisignani,ricordata oggi dall’Espresso. Siamo nel 2010, nel pieno delle manovre per far fuori Alessandro Profumo dalla guida di Unicredit

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