venerdì 18 settembre 2015

Sconti e meno carcere per gli evasori

Sconti e meno carcere per gli evasori (LIANA MILELLA)

Confermata la scelta nella delega fiscale. Intercettazioni, il testo verrà corretto. Salta l’ipotesi dell’udienza filtro.

ROMA – Evasori “graziati” anche se presentano una dichiarazione infedele. Prossima stretta sulle intercettazioni, senza neppure la famosa “udienza stralcio” che pure aveva il consenso di molti autorevoli giornalisti. Tutto grazie al potente strumento della delega, un mandato legislativo al governo che poi non è sottoposto al voto delle Camere. Due provvedimenti diversi – la delega fiscale e il ddl sul processo penale – e due questioni diverse, entrambe sotto i riflettori da tempo, per una singolare coincidenza discusse nelle stesse ore a Montecitorio. Accomunate dallo strumento della delega. Su cui il governo recita due parti in commedia.
Per quella sulle intercettazioni, che martedì sarà votata in aula, la maggioranza promette di attenersi ai paletti che in futuro saranno opposti dalla commissione parlamentare. Ma nel caso della delega fiscale, in cui i paletti già erano stati messi, lo stesso governo ignora, nei punti più delicati, le indicazioni che le commissioni Finanze e Giustizia avevano rassegnato a palazzo Chigi il 27 luglio.
Ecco le richieste ed ecco le risposte fornite ieri. Scrive il governo: «Non si è ritenuta l’opportunità di innalzare le pene previstedagli articoli 3 (dichiarazione fraudolenta) e 4 (dichiarazione infedele) in quanto le stesse sono state considerate adeguate alla gravità dei rispettivi reati». Le commissioni avevano chiesto, tra molte altre cose, di alzare le pene «nel minimo e/o nel massimo in maniera adeguata alla previsione di nuove soglie di punibilità ». Un modo per attenuare il regalo agli evasori, visto che aumenta da 50 a 150mila euro e da 2 a 3 milioni la soglia per la dichiarazione infedele. E viene mantenuta pure quella del 10%per le valutazioni che si discostano dal valore reale solo in presenza di una motivazione.
Ieri, nelle commissioni Finanze e Giustizia, è esplosa la collera dei grillini. Ha gridato Alfonso Bonfade: «Il Parlamento è diventato lo zerbino del governo… Renzi se n’è infischiato del parere delle commissioni e ha fatto il suo vergognoso regalo agli evasori ». A Repubblica , che ad agosto aveva anticipato il caso, aveva detto il pm di Roma Giuseppe Cascini: «È un passo indietro nella lotta all’evasione». Che rischia di avere effetti anche sui processi in corso.
Articolo intero su La Repubblica del 18/09/2015.

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