giovedì 17 settembre 2015

Senato, iniziata sfida in aula

da repubblica.it
Senato, iniziata sfida in aula   livetv   Grasso decide: si va avanti ma le opposizioni lo criticano

Senato, iniziata sfida in aula livetv
Grasso decide: si va avanti
ma le opposizioni lo criticano

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Grasso arbitro per forza: "La politica si è ritirata  sarò giudice d'appello"
I renziani (alle spalle) ormai lo chiamano "la Sfinge". Dipende da una sua decisione se il cammino in aula della riforma costituzionale sarà una cavalcata trionfale o si trasformerà nella ritirata dell'Armir. Hanno provato in tutti i modi a "stanarlo", a farlo decidere il prima possibile sulla blindatura o meno dell'articolo 2, ma lui niente. Una sfinge, appunto. "Parlerò in aula - ripete Piero Grasso a chi in queste ore lo interroga su come si comporterà -, parlerò soltanto quando si capirà quanti e quali emendamenti saranno presentati. Il mio ruolo è quello del giudice d'appello". Una dichiarazione d'intenti che lascia esterrefatti i renziani, ma il presidente del Senato è fatto così.

Raccontano che Anna Finocchiaro, prima di decidere l'inammissibilità degli emendamenti presentati all'articolo 2 - oggetto della battaglia politica di queste settimane - lo abbia cercato per due giorni sperando di concordare con lui una medesima interpretazione della norma. "Ma Grasso - riferiscono nel Pd - non si è fatto trovare. E a quel punto Anna si è presa la responsabilità di decidere da sola" (...) Del resto quale fosse il suo auspicio Grasso l'aveva detto chiaramente lo scorso 28 luglio alla cerimonia del ventaglio. Aveva chiesto alla maggioranza del Pd e a palazzo Chigi di privilegiare "la strada dell'accordo politico alto, dell'intesa sui contenuti, piuttosto che la ricerca dei singoli voti". È andata diversamente e Renzi si è messo a caccia del voto dei verdiniani, dei tosiani, degli ex M5s, degli autonomisti. Così oggi il presidente del Senato confida agli intimi di essere "dispiaciuto" per come sta finendo la partita delle riforme. Un finale che lo costringe ad assumere un ruolo indebito, di supplenza tecnica a una decisione che avrebbe dovuto essere politica. "Invece la politica ha fatto un passo indietro".

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