venerdì 18 settembre 2015

Senato, Renzi apre: intesa possibile ma senza ricominciare daccapo

Senato, Renzi apre: intesa possibile ma senza ricominciare daccapo

Senato, Renzi apre: intesa possibile ma senza ricominciare daccapo
Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi (agf)
Il capo del governo: "Io ho i numeri ma coinvolgerò la minoranza". L'idea di cambiare solo il comma 5: alle regioni la ratifica dei senatori. In caso di accordo, la garanzia di un sì alle unioni civili entro l'anno

La sala operatoria è ormai allestita, tutto è pronto per l'operazione chirurgica. Perché se, sotto i riflettori, renziani e minoranza Pd continuano a suonarsele, dietro le linee un pertugio viene scavato sotto le due trincee. Ed è stato proprio Renzi a dare l'input per provare a riunificare il Pd. "Una volta chiarito che la riforma in aula comunque ha i numeri per passare, si può ragionare", è la premessa che il capo del governo ha fatto ieri ai suoi fedelissimi dopo che il tabellone di palazzo Madama aveva registrato un ampio scarto sulle pregiudiziali di costituzionalità (...)

Ecco dunque il ramoscello d'ulivo che il segretario offirà lunedì alla direzione: "Il caposaldo è che non si tocchi quanto nell'articolo 2 è passato con la doppia lettura conforme di Camera e Senato. Sul resto siamo disponibili. Non solo sul nodo dell'indicazione dei consiglieri-senatori da parte dei cittadini, ma anche sulle funzioni del nuovo Senato e sull'elezione di due giudici costituzionali".

Quanto al modo per arrivare all'obiettivo, Renzi non sembra molto interessato alle 'tecnicalità' costituzionali. L'ipotesi più semplice sarebbe quella caldeggiata da Giorgio Tonini e ammessa anche dal ministro Boschi. Un'operazione "chirurgica" appunto limitata al comma 5 dell'articolo 2, già modificato da Montecitorio e quindi riapribile senza problemi. Per Renzi esistono anche altre due strade, quella suggerita da Finocchiaro e dai costituzionalisti di Astrid, con un intervento sull'articolo 35 del nuovo testo. Oppure l'introduzione di una norma che lasci libere le regioni di regolare con una propria legge le modalità di selezione dei senatori (...) Per facilitare l'accordo il premier metterà in campo l'assicurazione che "se la riforma passasse velocemente, prima della sessione di bilancio si potranno approvare anche le unioni civili".

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