lunedì 14 settembre 2015

Tra salasso e opportunità: la casa costa troppo e rende troppo poco

Tra salasso e opportunità: la casa costa troppo e rende troppo poco (BARBARA CATALDI)

genovaIl governo abolirà la Tasi ma strozza ogni business che può nascere intorno all’abitazione.

Via la Tasi dal 2016. La promessa di Renzi potrebbe significare per 20 milioni di proprietari di prima casa un risparmio di 183 euro all’anno in media in provincia, e di 230 in città, calcola la Uil. Comunque, spiccioli per chi non possiede ville o dimore lussuose.Anche perché per la nostra casa spendiamo ogni anno la bellezza di 4.012 euro a testa.   Secondo la Confcommercio, affitti, tasse, tariffe, manutenzioni varie, servizi come luce,gas e acqua,insomma tutte le spese incomprimibili, rappresentano il 24% dei nostri consumi. Spese che negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiate. Eppure la casa non è solo un salasso. Al tempo della sharing economy, può diventare una vera e propria opportunità di guadagno, o semplicemente un modo per alleggerire il bilancio familiare.  
BED&BREAKFAST. In Italia i posti letto extra-alberghieri sono 500.000. Il 2015, grazie all’Expò di Milano e al Giubileo di Roma, è stato l’anno della svolta. Complice anche l’ingressosulmercatodiuncolosso dell’host sharing, Airbnb, che al suo esordio a San Francisco, un paio di anni fa, si è beccato subito una copertina dell’Economist. La società californiana attraverso il suo portale mette in contatto domanda e offerta,senza operare alcun controllo sugli iscritti,in cambio del 12% di ogni transazione on line.   Facilita la ricerca di chi desidera essere ospitato a un prezzo contenuto in famiglia, piuttosto che in albergo, e aiuta a promuovere chi apre un’attività di B&B o affittacamere. Come Uber e gli autisti fai da te hanno fatto con i tassisti, però, anche Airbnb Italia e tutti quelli che hanno arrotondato ospitando turisti a casa hanno provocato le ire della concorrenza.   La lobby degli albergatori si è scatenata e alla fine la Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti, ha approvato una norma che mette ordine nel settore, a vantaggio degli hotel. Così i giorni di chiusura forzata per i B&B sono passati da 60 a 120 in un anno e probabilmente in molti dovranno fermarsi proprio durante il Giubileo. Istruzioni per l’uso. Se nonostante tutto vi volete lanciare in questa attività, ricordatechenonesisteunalegge nazionale. Potete aprire un B&B solo nella casa di residenza, anche se siete in affitto. Ma per sapere quante stanze e quanti posti letto potete mettere a disposizione dei turisti e che tipo di colazione potete servire, dovete consultare le norme della vostra regione.   Dovete inviare on line al vostro Comune la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività)ed eventualmente pagare i diritti d’istruttoria. Infine se l’attività viene svolta saltuariamente in genere non è richiesta l’apertura della partita Iva. Ma anche per questo va studiato il disciplinare regionale.Gli affitta camere,invece, si possono aprire anche in abitazioni in cui non si ha la residenza,in strutture composte fino a sei camere,sistemate anche in due appartamenti ammobiliati nello stesso stabile.È in genere un’attività imprenditoriale, anche se in alcune regioni può essere assimilabile al B&B.   SI TRATTA di una normale locazione: se il contratto è inferiore a 30 giorni non è necessario procedere alla sua registrazione, se li supera invece deve essere registrato presso l’Agenzia delle entrate,pagando eventualmente l’imposta di registro. Il contribuente potrà decidereseoptareperlacedolare secca e sarà necessario versare l’eventuale tassa di soggiorno. Ma l’ultima frontiera dell’economia condivisa è l’home restaurant. Consiste nel preparare una cena in cambio di un corrispettivo economico per coprire le spese e poco più.Lo spirito è quello di sedersi a tavola insieme, condividere sapori e portafoglio. Chiara fa la psicoterapeuta a Milano, ha 4 figli e organizza eventi di questo tipo da più di un anno.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 14/09/2015.

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