venerdì 11 settembre 2015

Un lungo cammino

da il manifesto
EDITORIALE
Un lungo cammino

 
Idomeni, Grecia. Un rifugiato siriano avanza con il figlio sotto la pioggia verso il confine con la Macedonia 
— Norma Rangeri
Nei giorni scorsi, quando abbiamo scelto di pub­bli­care in prima pagina la foto del bam­bino anne­gato sulla spiag­gia di Bodrum, con il titolo «Niente asilo», era­vamo con­sa­pe­voli del signi­fi­cato sto­rico di quell’immagine, anche per­ché il bimbo era solo, senza nep­pure l’umana e addo­lo­rata pietà del poli­ziotto che lo aveva preso in brac­cio. Nono­stante i dubbi sull’uso media­tico di alcune foto, ave­vamo la pre­cisa inten­zione di scuo­tere un’opinione pub­blica ridotta a audience pas­siva del flusso tele­vi­sivo che quo­ti­dia­na­mente «nor­ma­liz­zava» la tra­ge­dia delle migliaia di vit­time ingo­iate dal nostro Medi­ter­ra­neo, sem­pre di più mare morto.
Ma uno scatto foto­gra­fico può avere una potenza enorme. Per­ché da quel momento qual­cosa si è rotto, per­ché la coscienza di milioni di per­sone ne è rima­sta scossa, per­ché anche le indif­fe­renze poli­ti­che e dei governi hanno lasciato il passo a un’attenzione diversa.
Que­sto cam­bia­mento vede pro­ta­go­ni­sti soprat­tutto le donne e gli uomini che hanno mani­fe­stato in tanti modi soli­da­rietà verso i rifu­giati e i migranti. Uno di que­sti è la mar­cia dei piedi scalzi, un appun­ta­mento orga­niz­zato in 71 città. Con pro­ta­go­ni­sti, in primo luogo, tutte le per­sone che scap­pano dalle guerre, dalla mise­ria, dalla fame, dalla man­canza di futuro.
È un’iniziativa di cui siamo parte in causa per averla lan­ciata sulle nostre pagine, per averne seguito il felice svi­luppo che ha por­tato all’appuntamento di Vene­zia, ora vetrina inter­na­zio­nale per la Mostra del cinema.
Forse non poteva esserci con­trap­punto migliore a que­sta edi­zione del Festi­val, per­ché la Mostra ha aperto molte fine­stre sulla cro­naca, pas­sata e pre­sente, con un vasto car­net di film basati su fatti veri — dallo scan­dalo dei pedo­fili, ai rapi­menti in Argen­tina, all’assassinio di Rabin, ai bam­bini sol­dato delle guerre afri­cane, ai dif­fusi accenni all’immigrazione (della quale aveva par­lato anche il pre­si­dente della giu­ria, Cua­rìn, augu­rando una buona acco­glienza a tutti gli immi­grati) -, come a voler por­tare anche nel regno della fic­tion tutto il peso della realtà.
E adesso non c’è una realtà più forte e dirom­pente di quella rap­pre­sen­tata dai «viaggi» impo­nenti e spesso tra­gici di intere popo­la­zioni che spe­rano di tro­vare un altro mondo in Europa.
Così la mani­fe­sta­zione «delle donne e degli uomini scalzi» è per l’Italia, e per la stessa Mostra del cinema, un evento che final­mente va oltre le belle parole sulla soli­da­rietà ai migranti. Final­mente, per­ché fino ad oggi la sini­stra, sia poli­tica che sociale — a parte alcune orga­niz­za­zioni impe­gnate da anni — ha sten­tato a tro­vare l’occasione di una mobi­li­ta­zione nazio­nale tanto ricca di ade­sioni, così arti­co­lata dal nord al sud, con la pre­senza di asso­cia­zioni, forze sin­da­cali, gruppi poli­tici, per­so­na­lità della cul­tura, cinema compreso.
L’obiettivo è chie­dere al nostro governo di pren­dere misure con­crete per arri­vare, nei fatti, a una strut­tu­rale stra­te­gia dell’accoglienza.
Per una volta siamo d’accordo con Renzi (l’alternativa è tra gli uomini e le bestie), tut­ta­via le parole non bastano. Ser­vono atti con­creti, come sta met­tendo in pra­tica l’Europa, con la can­cel­liera Mer­kel, alla sua svolta sull’accoglienza, che met­terà alle strette i paesi più riot­tosi, più rea­zio­nari e con­ser­va­tori, dove l’odio verso gli immi­grati sta cre­scendo in modo pre­oc­cu­pante (ali­men­tato in Ita­lia da un guappo leghista).
Qui da noi si deve pro­ce­dere al più pre­sto con la chiu­sura dei cen­tri di deten­zione, con il ripri­stino delle moda­lità di soc­corso e di finan­zia­mento di Mare Nostrum, con l’allargamento dei diritti dei migranti (com­preso quello di voto alle ammi­ni­stra­tive per i resi­denti). Ser­vono poli­ti­che inclu­sive che rie­scano a inse­rire migliaia di per­sone. La Ger­ma­nia apre le maglie dell’inserimento pro­gres­sivo pun­tando pro­prio sul lavoro, in primo luogo qua­li­fi­cato. Una scelta che farà diven­tare sem­pre più forte quell’economia. Noi invece siamo impan­ta­nati in un’avvilente riforma del Senato, dove regna l’eterno tra­sfor­mi­smo nazionale.
Colpisce in particolare l’insipienza del Pd in tutte le sue componenti, renziana e di opposizione, di fronte a un’ emergenza che tale non è, perché riguarda la costruzione, il modello della società di domani.
Una foto è pur sem­pre una foto. Eppure spesso porta con sé un rac­conto, una sto­ria, con un pas­sato, un pre­sente, apre una porta sul futuro. Quel bam­bino morto sulla spiag­gia turca, forse, diven­terà il sim­bolo di una sto­ria nuova per l’immigrazione. Almeno que­sta è la spe­ranza, la volontà che por­te­remo con noi mar­ciando a piedi scalzi.


DONNE E UOMINI SCALZI
Piedi scalzi non solo al lido, sono cento marce

 
Profughi in marcia in Ungheria 
Il pacifista che ha dato vita alla mobilitazione insieme al regista Andrea Segre: "Non mi aspettavo così tante iniziative parallele a quella di Venezia, che sarà straordinaria". Cgil in azione con pullman e motonave per il Lido, prime marce a Palermo e Bari. Fratoianni (Sel) chiede alle tv di coprire gli eventi.
— Riccardo Chiari


EUROPA
Ue, ognuno va per conto suo
Divisa su come accogliere i profughi, l’Europa si prepara al vertice di lunedì. La presidenza lussemburghese spinge su rimpatri e immediata ricollocazione dei profughi e valuta una possibile flessibilità del patto di stabilità
— Carlo Lania


EUROPA
Il nuovo muro è macedone
Il ministro degli Esteri di Skopje: «Ci sarà bisogno o di soldati o di una barriera»
— Teodoro Andreadis Synghellakis


EUROPA
«I rifugiati ci servono come manodopera» Gabriel (Spd) svela l’arcano
— Jacopo Rosatelli


EUROPA
Il governo Orbán: l’Unione inviti tutti gli Stati membri a difendere i confini
«Pronti allo stato d’emergenza». È sempre mano dura con i migranti
— Massimo Congiu


EUROPA
L’autodenuncia che scuote le Francia e sfida il Front national

 
Christian Troadec, sindaco di Carhaix
Un villaggio di 8 mila anime, Carhaix, dal centro delle Bretagna al centro del dibattito nazionale sull'emergenza profughi. Grazie al sindaco (ex) populista Christian Troadec
— Francesco Ditaranto


EUROPA
Ridisegnare le città dell’accoglienza

 
Nelle strade di Riace
Altro che Cie: il flusso di profughi è destinato a modificare l’assetto urbano europeo
— Alberto Ziparo


INTERNAZIONALE
Disordine climatico: allerta sulle crisi umanitarie
Hollande dà il via con grande pompa alla Cop21, che avrà luogo in Francia tra tre mesi. Oggi nel mondo ci sono più di 22 milioni di profughi climatici, che potrebbero salire a 250 milioni se non si fa nulla. C'è anche un legame con le guerre. L'obiettivo è un impegno preciso e finanziato per contenere sotto i 2 gradi il riscaldamento climatico (le ong chiedono 1,5 gradi). Ma siamo ancora lontani
— Anna Maria Merlo

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