martedì 22 settembre 2015

UN REGALO A INQUISITI ED EVASORI

UN REGALO A INQUISITI ED EVASORI (BRUNO TINTI)

aula-di-giustiziaPacchetto giustizia Carcere per i ladruncoli e non per chi nasconde 300 mila euro al Fisco.

È difficile capire Renzi & C. Le anticipazioni sul ddl penale suggeriscono giudizi contrastanti: un epigone di B.,con il suo carico di complicità occulte nel mondo del malaffare; un populista che cerca apprezzamento nelle pance forcaiole dei cittadini; un politicante a caccia di consensi da qualsiasi parte provenienti. Suggeriscono la prima ipotesi la prevista introduzione di norme restrittive in materia di intercettazioni (telefoniche e tra presenti) e il trattamento di favore riservato agli evasori fiscali; la seconda i cospicui aumenti di pena per furti, scippi, rapine;la terza la presenza di una norma condivisibile quale la severità sanzionatoria prevista per il voto di scambio politico-mafioso, certamente non apprezzata dall’ambiente che ha voluto accontentare con precedenza assoluta.
C’è poi unaquarta possibilità: un Machiavelli che nasconde il vero obbiettivo con schermi in parte irrilevanti per i suoi amici (che di galera dura per ladri e rapinatori ovviamente se ne infischiano e anzi l’apprezzano) e in parte destinati ad essere abbandonati prima della fine, come è già successo per l’inasprimento delle pene per il voto di scambio, bocciato ai tempi dell’anticorruzione. È probabile che questa sia la valutazione più corretta. Ma naturalmente non è questo il punto più rilevante di quello che sta succedendo.   Cominciamo dalle intercettazioni. La delega è stata costruita appositamente per consentire al governo di scrivere il testo che vuole: si deve garantire la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche; tutelare la riservatezza delle comunicazioni e delle persone occasionalmente intercettate; prevedere prescrizioni che incidano sull’utilizzo delle intercettazioni e che diano una precisa scansione all’udienza di selezione. Di potenziamento dell’attività di indagine, di snellimento delle procedure autorizzative, di utilizzazione delle intercettazioni in altri procedimenti, insomma di tutto ciò che serve per contrastare la criminalità non vi è traccia. Dunque non solo il governo avrà mano libera; ma l’obbiettivo previsto è quello e solo quello di costruire paletti: riservatezza e limitato utilizzo contano più della lotta al crimine.Se a questo si aggiunge che la discrezionalità garantita al governo trasformerà il testo sulle intercettazioni in appetitosa materia di scambio, si capisce bene che ogni preoccupazione è giustificata. Quando sarà necessario l’appoggio di Forza Italia e di Ncd (e della fazione interna al Pd che è sulle stesse posizioni), magari per consentire la sopravvivenza stessa del governo, del Parlamento e dei privilegi e prebende connesse, si può seriamente pensare che Renzi & C si immolino sull’altare delle intercettazioni?   Il red carpet srotolato ai piedi dell’evasione fiscale è un’altra prova della complicità con il mondo del malaffare che sostiene la politica. Dell’assurdità di depenalizzare comportamenti che assicurano proventi illeciti pari a 300.000 euro all’anno (il “nero” corrispondente a un’impostazione evasa di 150.000 euro, nuova soglia di punibilità) ho scritto tutto il possibile.
Articolo intero su il Fatto Quotidiano del 22/09/2015.

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