sabato 31 ottobre 2015

Sabella: “Mafia Capitale, nascosta la lista dei 101”

Sabella: “Mafia Capitale, nascosta la lista dei 101” (GIAMPIERO CALAPÀ)

L’ex assessore alla Legalità: “Da luglio chiedo la relazione sui dirigenti. Invano”.

È tra questi 101 che c’è “il milieu di amministratori e funzionari pubblici – come riportato nella relazione della commissione d’accesso – che sono stati funzionali ai disegni di infiltrazioni di Mafia Capitale”.Sono ancora tutti o quasi ai loro posti nell’ amministrazione capitolina, mentre il sindaco “accoltellato” Ignazio Marino si alza e se ne va dal Campidoglio. I nomi della carica dei 101 sono elencati tutti, per filo e per segno, nella relazione consegnata dalla commissione d’accesso (prefetto Marilisa Magno,viceprefetto Enza Caporale e dirigente del Ministero dell’Economia Massimiliano Bardani) al prefetto di Roma Franco Gabrielli il 16 giugno 2015, dopo un lavoro di ispezione cominciato a metà dicembre 2014.  
“MI AVREBBE fatto comodo conoscere quei nomi – si sfoga l’ormai ex assessore alla Legalità Alfonso Sabella alle prese con gli ultimi scatoloni in ufficio –, bastava desecretare alcune parti della relazione, l’ho chiesto pubblicamente già a luglio, senza essere ascoltato. La commissione d’accesso era una macchina da guerra che ha lavorato per mesi. Io qui da solo, senza finanzieri a disposizione,a cercare di intuire quali potevano essere i pezzi cangerogeni, li ho ruotati: ma cosa cambia se togli uno da Ostia e lo metti ai Musei Capitolini? Altre cose le ho scoperte da solo”. Le 834 pagine della relazione arrivano sul tavolo del prefetto Gabrielli il 16 giugno 2015. È sempre il 16 giugno, tarda sera, quando il premier Matteo Renzi da Porta a Porta su Rai1 fa sapere che “il governo non commissarierà Roma per mafia”. Senza aspettare il giudizio di Gabrielli sulla relazione, poi presentato al Viminale l’8 luglio. Eppure la commissione Magno scriveva che “il condizionamento mafioso si è realizzato secondo schemi e copioni non intaccati dal cambio di amministrazione”. Per Gabrielli non sarà così: la proposta fatta al ministro Angelino Alfano rileva la discontinuità tra un’amministrazione e l’altra. E qui Sabella si trova d’accordo:“Deve far fede una sentenza della Cassazione già nero su bianco che chiarisce – spiega l’ex magistrato di Palermo – come con Marino ha resistito solo la parte dei corruttori e non quella mafiosa, che noi abbiamo arginato. In Campidoglio la mafia oggi non c’è più. La corruzione? Sì, quella non ci hanno dato modo di debellarla:ho visto la merda ma non ho potuto estirparla”. E si ritorna alla carica dei 101. Ma non basta, perché tra questi c’è una ancor più “sporca dozzina” di dirigenti e funzionari in servizio poi segnalati (anche se non è detto che siano indagati) all’amministrazione capitolina dal Viminale dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri che decise, il 27 a- gosto, di commissariare solo un pezzo di Roma,quella Ostia in mano alle mafie e ai balneari del lungo muro.
Articolo intero su il Fatto Quotidiano del 31/10/2105.

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