venerdì 20 novembre 2015

Belpietro, Salvini e i bastardi senza gloria

Belpietro, Salvini e i bastardi senza gloria (Antonio Padellaro)

Maledetti bastardi”, “Porci”, “Assassini”: nei talk televisivi seguiti alla strage di Parigi,colpa imperdonabile è il cosiddetto buonismo in cui si può incorrere perfino se non si condiscono i vari   pistolotti con   una sequela di   insulti verso i   terroristi islamici, magari agitando i pugni e digrignando i denti. Loro sparano proiettili e noi parolacce. Naturalmente, chi spicca per decisionismo interventista è Matteo Salvini, che non risparmia anatemi al feroce saladino. Sere fa, al culmine dell’ira funesta, il capo leghista ha detto che quegli assassini “vanno cancellati dalla faccia della terra”, concetto condivisibile soprattutto se esplicitato comodamente seduti in uno studio televisivo.
Le platee acclamanti il feldmaresciallo felpato ci ricordano “il più bella e più superba che pria” di Nerone-Ettore Petrolini, la folla che grida “bene, bravo” e lui tutto soddisfatto: “È piaciuta questa parola pria, ora gliela ripeto”.   GENEROSO anche il tentativo dei vari conduttori di far dire per forza all’imam di turno che i terroristi sono assassini bastardi quando la maggior parte di essi preferirebbe piuttosto farsi estrarre un molare senza anestesia. Ieri, finalmente, l’imam di Monfalcone ha definito i jihadisti “barbari assassini”, anche se adesso Del Debbio gli chiederà come ulteriore prova di non complicità la conversione al cristianesimo a reti unificate.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 20/11/2015.

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