venerdì 20 novembre 2015

Dove comincia la nostra libertà

da l'Espresso

OPINIONI

Eugenio ScalfariEugenio Scalfari

Vetro soffiato

Dove comincia la nostra libertà

Da Adamo ed Eva agli attentatori di Parigi. Filosofi e scienziati da sempre si interrogano sulle ragioni che ci portano a scegliere il bene o il male

Il filosofo Giulio Giorello che ben conosco e apprezzo ha scritto e pubblicato da poco un libro di grande interesse, intitolato “Libertà”, edito da Bollati Boringhieri. Esamina il tema indicato nel titolo come un esperto gioielliere potrebbe guardare con la sua lente le tante angolazioni che cesellano un diamante. Giorello esamina il suo tema dal punto di vista filosofico, da quello storico, delle neuroscienze ed anche delle scritture religiose. E si pone - e ci pone - alcune domande di fondo: siamo noi persone umane libere di fare le nostre scelte? Quel tipo di libertà è sempre lo stesso oppure è cambiato durante i milioni di anni trascorsi da quando gli ominidi apparvero sul nostro pianeta? Il cervello, dal quale quelle scelte provengono, subisce l’influenza che gli proviene dall’interno del corpo e che a sua volta può essere influenzato da elementi esterni ad esso: clima, nutrizione, alcol, droghe? Possiamo noi, uomini liberi, rinunciare liberamente alla nostra libertà per trarne altri vantaggi e vincolarci per conseguenza non più al libero arbitrio ma al servo arbitrio?

Il libro di Giorello elenca ciascuno di questi temi, lo approfondisce, cita i filosofi e i neuroscienziati che l’affrontano proprio in questi anni in cui viviamo. Ma forse c’è un altro motivo che rende ancor più interessante il libro in questione: l’autore, quando l’ha scritto, non poteva prevedere lo scoppio d’una guerra vera e propria tra l’Is, il Califfato islamista, contro l’Occidente, la sua civiltà liberale, ma anche il suo colonialismo e le sue religioni.
Giorello non sapeva di questa guerra incominciata venerdì scorso a Parigi, la situazione che essa ha determinato e gli sviluppi che avrà rendono questo libro ancor più attuale. Pensate per esempio al fatto di quei terroristi che invocando Allah come il proprio dio uccidono centinaia di persone che non conoscono e poi gli stessi terroristi uccidono anche se stessi purché serva ad ammazzare altri.

Tutto questo sembra inverosimile ma purtroppo è accaduto e temo continuerà ad accadere ancora. Ma veniamo ora ad un sintetico esame del libro in questione che personalmente ho letto e mi ha aiutato anche a capir meglio quello che ci sta ora accadendo.

Una prima citazione è piuttosto singolare e perciò tanto più interessante per chi ritiene d’essere uomo libero e consapevole. Proviene da Giovanni Calvino, fondatore nel Cinquecento a Ginevra della Setta calvinista, assai diversa da quella protestante di Martin Lutero che nacque anch’essa in quegli anni: «La potenza o libertà del Signore è una predestinazione universale cui nemmeno Adamo ed Eva sfuggirono ancor prima della Caduta. Se Dio avesse desiderato che non peccassero avrebbe fatto sì che nessuno sfiorasse con i denti la Mela fatale. Così non è stato, dunque il Signore voleva che fossero peccatori per mostrare alla loro progenie il suo terribile volto di vendicatore».

Evidentemente il dio Allah invocato venerdì scorso nel teatro parigino dove furono uccise 129 persone era un Dio vendicatore. Erano liberi di farlo i terroristi? O era il loro Dio che glielo imponeva? Oppure erano i capi dell’Is che si servivano di un Allah immaginario per coprire la loro politica? E i terroristi che da loro dipendevano come manovali di morte avevano alienato a essi la propria libertà scegliendo liberamente il servo arbitrio?

Segue, nell’esame storico di Giorello una lunga serie di filosofi, da Cartesio a Kant, a Spinoza, a Hume, a Hobbes, all’Illuminismo di Diderot e di Voltaire. Kant è quello che distingue il fenomeno dal noumeno, cioè l’apparenza esterna e la cosa in sé ed è quello che al culmine dell’Illuminismo coniò una frase tanto profonda quanto poetica: «Le stelle del cielo sopra di me, la legge morale dentro di me».

La legge morale fa così il suo ingresso nella ricerca di Giorello. Ma l’autore si chiede: è libera la legge morale? Dove nascono i pensieri? La domanda è valida perché anche la legge morale è un pensiero mentre le stelle del cielo sono un dato di fatto.

Il pensiero nasce nel cervello e dai miliardi di neuroni collegati tra loro e distinti in una quantità di mappe specializzate e collegate ai fasci nervosi. Ma è libero il cervello e i pensieri che ne scaturiscono? No, non è libero, dipende dagli altri organi del corpo e quindi dalle sostanze che il sangue trasmette alle sue cellule. Perciò i pensieri sono condizionati da fattori esterni che l’autore esamina e che sono stati studiati dalle neuroscienze sviluppatesi proprio in questi anni in cui viviamo.

Lo spazio mi impedisce ora la libertà di proseguire e anche di manifestare i pensieri miei sul medesimo tema di Giorello. Del resto l’ho già spesso affrontato e i lettori dei miei libri lo sanno.
Vi lascio con Giorello in ottima compagnia.

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