mercoledì 2 dicembre 2015

Vespa e Renzi e la ricetta per blocare l' Isis

Tutti a criticare il (nostro) presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ché è andato a presentare il libro di Brunone Vespa anziché a Parigi alla conferenza mondiale sul clima dove c' erano tutti i presidenti che contano nel panorama mondiale: da Hollande, padrone di casa, a Obama, a Putin, alla Merkel...
E' la prima volta di Renzi.  Per vent’anni e con cadenza annuale Brunone ha battezzato i suoi volumi con Silvio Berlusconi. Insomma, se c’è pure il timbro di Vespa è ufficiale: un ciclo si è chiuso, un altro se n’è aperto. Ma l’officiante resta sempre lui: il ‘padre’ di Porta a Porta, prima, seconda e terza repubblica in una sola persona.
Ecco perché Renzi non è andato a Parigi: avrebbe fatto un torto a Vespa, il titolare della terza Camera italiana, non poteva offendere prima, seconda e terza repubblica in un colpo solo. '' La presentazione del libro di Vespa - ipse dixit - è un impegno istituzionale come il G20. Presentazione del programma di Governo, fiducia alle camere e volume di Bruno Vespa''.  Inoltre voleva dimostrare che il volume di Vespa è un' ottima arma di distrazione di massa, nasconde i problemi e con la sua cultura, come ha detto il premier italiano, allontana l' Isis. Il portavoce del  Califfatto, infatti, ha detto che i terroristi hanno rinunciato a colpire l' Italia perché i libri del Bruno-Porta-a-Porta su loro ha lo stesso effetto della kriptonite verde su Nembo Kid. 
Renzi, infine, ha voluto testare quanto il volume di Porta-a-Porta-Vespa influenzi l' ambiente e il clima, se è  equiparabile al buco dell' ozono e se effettivamente non addormenti ma fulmini.

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