lunedì 18 aprile 2016

REFERENDUM ''NO-TRIV'': RENZI NON SOTTOVALUTI IL RISULTATO

Questi i dati del referendum sulle cosiddette trivelle nei mari italiani:
‘’Elettori 50.675.406 Votanti 15.806.788, pari al 31,19% 
Sì 13.334.764, pari al 85,84% 
No 2.198.805. pari al 14,16% 
Schede bianche 104.420, pari allo 0,66% 
Schede nulle 168.138, pari all' 1,06% 
Schede contestate e non assegnate 663’’.
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Matteo Renzi rivendica una vittoria netta, critica la “demagogia” di chi “ha voluto cavalcare il referendum per esigenze personali”, rivendica l’invito all’astensione.  
A urne chiuse a commenti fatti si può affermare che i referendum abrogativi, uno strumento di democrazia diretta, non dovrebbero avere la clausola del quorum, perché negli stumenti di democrazia diretta solo chi partecipa deve contare e decidere.
Il premier poi ironizza: “I grandi esperti hanno teorizzato spallate, hanno ipotizzato crolli’’.
Credo ci sia poco da ironizzare.
I votanti sono stati quasi 16 milioni e i ‘’sì’’ più di 13 milioni. Questi dati dovrebbero far riflettere il presidente del Consiglio. Chi non è andato a votare non è necessariamente con Renzi. Non si sa come il restante 69 per cento degli  elettori avrebbe votato. E’ certo invece che l’ 85,84 per cento dei votanti non la pensa come Matteo Renzi. E è altrettanto certo che più di due milioni di elettori (‘’no’’, schede bianche e nulle) sono andati a votare pensando con la propria testa, convinti che il voto sia un diritto dovere dei cittadini, come affermato a chiare lettere nella Costituzione (“articolo 48: Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”), che a ottobre si spera continui ad essere la più bella del mondo.
Chi è andato a votare ha lottato contro 8 mesi di totale disinformazione su questo referendum, con trasmissioni televisive, soprattutto in quella pubblica, che dichiaravano che si votava solo in nove Regioni, alle bufale sui ‘posti di lavoro a rischio’ oppure quella che ‘si sono sprecati 300 milioni di euro’, quando è stato il Governo a non volere l’accorpamento con le elezioni amministrative, proprio per evitare di raggiungere il quorum. 
Gli elettori che ieri sono andati alle urne rappresentano una “massa critica” di opposizione a Renzi, che il premier non ha ridotto, ma forse cementato. E rappresentano una parte, in carne ed ossa, di quella opposizione che si troverà di fronte a ottobre, quando ci sarà una forte mobilitazione di tutti i partiti che stavolta non c’è stata.

Stia attento il premier, A ottobre non sarà facile battere, senza quorum, uno schieramento ben più largo di quello “no-triv”.

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Secondo Enzo Di Salvatore (costituzionalista e coordinatore dei No Triv ), l’emendamento alla legge di Stabilità che la consultazione mirava a modificare è in contraddizione con la normativa europea sulla libera concorrenza. E annuncia l'azione contro il Mise "per chiedere il blocco immediato delle 5 concessioni estrattive entro le 12 miglia". Il costituzionalista: "Sono scadute da anni. La norma prevede che siano prorogati i titoli vigenti, non quelli scaduti. Di conseguenza le aziende petrolifere stanno continuando ad estrarre senza autorizzazione"

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