giovedì 22 dicembre 2016

VIRGINIA RAGGI SOTTOPOSTA A ACCANIMENTO POLITICO

Il direttore de La Verità Maurizio Belpietro commenta durante la trasmissione tv Terza Repubblica su La7 la grande attenzione mediatica verso le vicende della sindaca Virginia Raggi. "C'è un accanimento con scopo politico" sostiene Belpietro "la regia di questi attacchi è di Renzi".
Non so se quanto detto da Belpietro sia vero, ma è molto verosimile. Oggi i politici non parlano più ai cittadini. Il loro scopo principale è trasferire denaro pubblico nelle tasche degli imprenditori, far muovere gli appalti, vedi Tav, l' interminabile Salerno-Reggio Calabria, ponte sulle stretto di Messina, per le ricostruzioni post terremoto, le olimpiadi di Roma... per citare alcune opere che distribuiscono i finanziamenti pubblici. Altro che ideali, cedono il campo agli affari.
La Raggi opponendosi alle olimpiadi del 2024 ha rotto questo sistema. E' diventato il pericolo numero uno del sistema politici-imprenditori, ha bloccato questo tipo di collaborazioni, corrette o meno che siano.
Il direttore del Fatto quotidiano, Marco Travaglio, in un articolo dal titolo Giornalopoli, scrive ''In vista delle vacanze natalizie, ecco un bel gioco di società. Si chiama Giornalòpoli ed è una specie di Monòpoli, ma con una fondamentale differenza: il vincitore è noto prima ancora di cominciare a giocare. Vincono sempre i partiti e perde sempre il M5S. Funziona così: si spara ogni giorno su tutti i 5Stelle e chiunque si trovi nei paraggi, così prima o poi qualcuno lo si azzecca (“Visto? L’aveamo detto”); i partiti invece hanno sempre ragione, a prescindere. Se sono di destra, ogni scandalo è dato per scontato e non fa notizia: immunità da assuefazione. Se si tratta del Pd, ogni scandalo resta in prima pagina un paio di giorni, poi viene superato da un altro, che però è sempre un’eccezione: suvvia, il più grande partito della sinistra europea ha migliaia di amministratori, qualche mela marcia può sempre sfuggire. Meglio sorvolare, sennò poi arrivano i populisti. Righello e bilancia. Nel kit di Giornalopoli, c’è un righello per misurare i centimetri quadrati (pochi) dedicati agli scandali dei partiti e quelli (molti) riservati agli scandali dei 5Stelle. E c’è una bilancia, per pesare e misurare le diverse gradazioni di sdegno. Se alcuni idioti pentastellati di Palermo ricopiano 2 mila firme autentiche per sanare l’errore di una firma anch’essa autentica, ma con la residenza sbagliata, la cosa è infinitamente più grave del comizio del governatore Pd Vincenzo De Luca che arringa 300 sindaci Pd per istigarli a comprare col voto di scambio decine di migliaia di Sì al referendum in cambio del “fiume di soldi” garantito da Renzi,
ilfatto_2016-12-21
e viene per questo indagato. Tra i due scandali non c’è paragone, è vero, ma i 5Stelle predicano “onestà”, mentre gli altri – meritoriamente – no. Vietato domandarsi perché mai il Pd non predica l’onestà. Quindi i 5Stelle facciano come gli altri: la smettano di nominare l’onestà e nessuno gli rinfaccerà nulla. Non si parla di corda in casa dell’impiccato.
Aggiornamenti. Come il Trivial Pursuit, Giornalopoli è soggetto a continui aggiornamenti, per tener dietro all’attualità. I prossimi saranno dedicati ai casi dei sindaci di Roma e Milano, Virginia Raggi (M5S) e Giuseppe Sala (Pd). La Raggi non è indagata, ma s’è fidata – sottovalutando i segnali che le venivano da inchieste giornalistiche e voci di corridoio – di un dirigente comunale che, come tutti i suoi colleghi, lavorava in Comune anche sotto le giunte precedenti. Si chiama Raffaele Marra ed è stato arrestato perché, tre anni prima di lavorare con la Raggi, si fece regalare un appartamento da un costruttore, pur senza mai firmare un solo atto che lo riguardasse o lo favorisse (ora poi dirigeva il Personale). Sala invece è indagato in tre diverse indagini: una per falsa dichiarazione (“dimenticò” di avere una villa in Engadina), una per truffa (lo scandalo delle monete di Expo), una per falso materiale e falso ideologico nel principale appalto dell’Expo, di cui era ad e commissario (la gara per la Piastra, truccata – secondo i pm – nel 2012 per far vincere la Mantovani). Ora, per la non indagata Raggi, fioccano le richieste di dimissioni, mentre l’indagato Sala (che s’inventa un’“autosospensione” legalmente nulla, in polemica con i pm) viene implorato di rimanere al suo posto da Gentiloni, da Renzi e da ben 140 sindaci. Così ieri ha allegramente autosospeso l’autosospensione''...
Alle parole di Belpietro si aggiunge il comportamento dei rappresentanti delle Istituzioni al Quirinale in occasione degli auguri per le Festività di Natale e Capodanno. Virginia Raggi, scrive Grillo nel suo blog,  non è ignorata complottisticamente, ma invisibile: come i cittadini a questo potere sempre più inconsapevole delle sue responsabilità. 
Ognuno può trarre le sue conclusioni. Resta il fatto che la Raggi viene attaccata perché ha interrotto la cooperazione tra politici e imprenditori, ha bloccato, come scrisse Giorgio Bocca sulla vera missione della politica, il volo di uno sciame furioso d' api tutte alla ricerca del loro miele.


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