mercoledì 17 maggio 2017

La telefonata. Renzi chiamò papà Tiziano: “Non dire bugie, non ti credo”

Nel libro di Marco Lillo, l’intercettazione sulla cena tra il padre dell’ex premier e l’imprenditore Romeo. E il genitore replica: “Al ristorante mai, al bar non ricordo”


Da questa intercettazione si evincono alcuni elementi:
Renzi figlio è preoccupato per la sua carriera politica.
Renzi figlio è preoccupato che il padre sia processato.
Renzi figlio è preoccupato che anche la mamma sia sentita dai pm e consiglia Renzi padre a non dire che la moglie era presente a un ricevimento con degli imprenditori.
Renzi figlio dice che l' intercettazione dimostra che lui è un politico onesto che invita il padre a dire la verità ai Pm.
Alcune considerazioni:
La carriera di Matteo Renzi potrebbe essere inficiata dal ruolo che il padre potrebbe avere avuto nella vicenda Consip.
Matteo Renzi che immagina di poter essere ascoltato, perché il padre potrebbe avere i telefoni sotto controllo, agisce invitando il padre a dire la verità per dimostrare che è corretto e trasparente. Ricordo Andreotti :''A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca''.
Il segretario del Pd non crede al padre e ritiene abbia detto bugie,"Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato''. e, infatti, aggiunge ''Non puoi dire bugie, devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti''. 
Renzi padre alla fine ammette che forse ha incontrato Romeo non in una ''bettola'' ma forse in un bar.
Un' ultima considerazione è quella se si debba o meno pubblicare una intercettazione non penalmente rilevante, violando così la privacy dei Renzi, padre figlio. 
In linea di principio sono d' accordo che le intercettazioni che non hanno risvolti penali non si debbano pubblicare.
Questo caso è diverso.
Da un punto di vista giornalistico questa conversazione tra i due Renzi, padre e figlio, è una notizia, una grande notizia. Un figlio, in politica, ex premier e segretario del Pd, dice al padre indagato di non nascondere niente ai Pm. Si potrebbe poi ravvisare nelle parola di Matteo Renzi nel raccomandare di non dire che a un ricevimento con alcuni imprenditori era presente anche sua madre, Laura Bovoli: "Non dire di mamma, se no la interrogano", l' ipotesi di intralcio alle indagini. Ma anche se così non fosse, questa conversazione è importante per capire quello che accadeva nel cosiddetto Giglio Magico, nei rapporti tra i Renzi e Luca Lotti, con Carlo Russo, con Marroni, ad di Consip.
Comunque, la conversazione è contenuta in atti della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Quindi conversazione penalmente rilevante e non violazione della privacy.

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