martedì 20 giugno 2017

DA “HANDICAP” A “MENOMAZIONE”, LE PAROLE DA NON USARE

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DA “HANDICAP” A “MENOMAZIONE”, LE PAROLE DA NON USARE: 100 GIORNALISTI ALLA LUMSA PER UNA NUOVA DEONTOLOGIA SULLE DISABILITÀ. SPADARI: “MI FARÒ CARICO DI QUESTE ISTANZE PRESSO IL CNoG”

Pietismo, buonismo o sensazionalismo, in barba al rispetto della dignità della persona. Ben 100 giornalisti presenziano al Seminario di formazione organizzato in collaborazione 

con l’Ordine dei giornalisti del Lazio, aperto dalla Presidente Paola Spadari. La proposta, promossa dall’ufficio stampa FIABA Nicola Maria Stacchietti, ha ricevuto l’adesione di disabili.com, Unitalsi, Comunità di Capodarco, Rete Sole, Sanità Informazione, CESV, FNSI e ODG Abruzzo, che per primo aveva recepito l’importanza di questo documento organizzando un analogo seminario lo scorso aprile.
Tramite questa proposta, FIABA ha sottolineato la necessità di rivedere la deontologia del giornalista sul tema della disabilità: perifrasi come “costretto sulla sedia a rotelle” o espressioni come “menomato” o “handicappato” sono percepite come denigratorie. La parola handicap (originariamente la “zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse di cavalli”), che negli anni ’80 è stata accolta come innovativa e quasi “liberatoria”, attualmente è percepita come insulto (sondaggio rivista Focus, 2009). Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha completamente cassata da ogni documento: l’Italia non ha ancora formalmente recepito la nuova classificazione delle disabilità che sostituisce la sequenza menomazione-disabilità-handicap con funzioni corporee - attività personale -partecipazione sociale. E non lo ha fatto neppure la narrazione giornalistica italiana. Per quanto riguarda la perifrasi “costretto sulla sedia a rotelle”: la sedia per una persona con disabilità è un facilitatore, uno strumento di liberazione. È davvero cinico tentare di suscitare pietà attraverso questo strumento. Inoltre, il “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” riporta all’articolo 6: “il giornalista rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali”. 
A seguito del Seminario di formazione avvenuto ad aprile ad Avezzano (dove i presenti hanno votato favorevolmente alla proposta), FIABA aveva chiesto all’ODG Abruzzo di presentare le proprie istanze al CNoG: il Testo Unico sia epurato dall’espressione “menomazione” e si apra un tavolo per la stesura di buone pratiche nella narrazione giornalistica sul tema della disabilità. Anche la Presidente Paola Spadari ha annunciato che si farà carico di queste richieste presso il CnoG.

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