venerdì 27 ottobre 2017

IL NUOVO ''PATTO GENTILONI''

Il governo Gentiloni ha una nuova maggioranza.
Da ieri è cambiata la maggioranza, che conta ora un nuovo azionista forte, Denis Verdini, che si vanta oggi del suo ruolo. 

L' amico di Renzi, ex braccio destro di Berlusconi, coautore con Renzi e la Boschi della riforma costituzionale bocciata il 4 dicembre da una valanga di no, ieri, intervenendo al Senato prima della fiducia sul Rosatellum, ha rivendicato il suo ruolo di stampella dell' esecutivo.
"Una volta c'era l'appoggio esterno, adesso - ha detto -  c'è l'appoggio fantasma coniato appositamente per noi. Un neologismo tartufesco. Perché lo sanno anche i sassi che qui dentro non c'è mai stata una vera maggioranza politica, che ha fatto comodo un po' a tutti", di ciò che è stato, ciò che è, e ciò che sarà, in un "teatrino degli equivoci durato anni": "Noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura. Certo, siamo quattordici ministri senza portafoglio. E lo rivendichiamo!".

Sarebbe forse troppo chiedere a Gentiloni di salire al Colle per annunciare al Presidente Mattarella questa nuova situazione? Non si può andare avanti come se niente sia accaduto e è inaccettabile che nemmeno venga riconosciuta. Altrimenti siamo di fronte a un nuovo ''Patto Gentiloni'' siglato informalmente (mai messo per iscritto) fra i liberali di Giovanni Giolitti e l' Unione elettorale cattolica italiana (Ueci) presieduta dal Conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, in vista delle elezioni politiche del 1913.

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